Il Pagliaccio

 

Titolo .- IL Pagliaccio   –  Dimensioni cm. 50×80

Supporto  –  Tela preparata con stucco e colle     

tecnica   –   abbozzato ad Acrilico – portato a termine con colori ad Olio 

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Mi ricordo i giorni che precedevano il Natale, vi era nell’aria un clima di gioia, attendavamo un qualche cosa che sapeva un po’ di magico, anche per coloro che non credevano.

Nei giardini qualche piccolo abete con poche lampadine, la realizzazione del presepio nelle nostre case coinvolgeva tutti.

Non vi era per noi la settimana bianca, nemmeno lo stressante girovagare tra i negozi della cittadina più vicina per comperare mille cose inutili … anche al cagnolino del capoufficio, bastava una stretta di mano o un abbraccio augurandoci Buon Natale.

Non vi erano molti soldi … ma non è mai stato un problema.

Il Natale diventava così la festività della famiglia .. qualche regaluccio, magari usato … poche cose ma desiderate da mesi.

Mi trovavo a Como in Piazza Duomo, nei giorni che precedevano le festività natalizie.

La Piazza gremita, un andirivieni da Stazione Centrale.

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Io sempre con la mia macchina fotografica in cerca di scene interessanti.

Scorgo laggiù in fondo un pagliaccio, che con dei palloncini creava strani animali da donare ai bambini.

Mi sposto, mi avvicino, il soggetto si presta per essere fotografato, mi siedo con Laura  per consumare una buona cioccolata calda al bar sotto i portici … postazione ideale, sullo sfondo la splendida facciata del Duomo, davanti, il simpaticissimo pagliaccio impersonato da una donna dalla forme un po’ abbondanti … ma ben distribuite.

Metto a punto i meccanismi della macchina fotografica, ed incomincio a scattare, cercando un taglio giornalistico che racconti al meglio ciò che accade.

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Ad un certo punto mi sono accorto che lo strano personaggio, non era così importante nel contesto perché non aveva molto da fare… eppure era così interessante.

Molti bambini avrebbero voluto il palloncino dalle forme strane … prendevano per mano i genitori e li trascinavano verso il coloratissimo Pagliaccio, sorridente ma dagli occhi tristi.

In risposta i bimbi si sentivano dire “ Andiamo, abbiamo fatto tardi con le compere – dobbiamo ancora mangiare – questa sera arrivano gli amici di papà – non ho spiccioli (lui non chiedeva soldi sarà stato messo li da qualche Associazione) – i palloncini ve li porterà Babbo Natale …. ( se fate i buoni) …. e così centinaia di altre risposte, alquanto inopportune e per me anche irritanti ed inquietanti.

La sera che si stava avvicinando, incominciava a spegnere i colori … tanto che all’improvviso si accesero milioni di lampadine che disegnavano i profili dei palazzi storici e del Duomo.

Intanto rapidamente la città si svuotava, la estenuante giornata di compere stava per volgere al termine. Ritirai la macchina fotografica .. il reportage era finito … ottime immagini … tante tristi, le lacrime dei bambini fanno male, ma chi ama la fotografia fotografa ciò che più lo colpisce, bello o brutto che sia.

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Mentre con Laura ci stavamo recando al parcheggio, ci guardammo in faccia, quasi simultaneamente, ci siamo detti … ma che mondo è questo se un Pagliaccio è stato quasi tutto il tempo con le mani nelle mani? Dove è finito il nostro Natale? Quando mio padre camminava a marcia indietro fin sulla via principale, lasciando le impronte nella neve e ritornava facendo un lungo giro … poi il mattino ci chiamava e ci diceva … visto? Questa notte è passato San Giuseppe con in spalla Gesù Bambino.

Donghi Giuseppe

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Dipinto – Foto – Testo –  di Donghi Giuseppe           Clicca sulle foto per ingrandirle

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Donghi Giuseppe intervistato da -Agoradio-

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VIDEO

http://www.youtube.com/watch?v=gYAAIkoul5M&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw

 

Versione molto ridotta … 24 MB per coloro che hanno problemi di ricezione internet

>………. forse perché mi viene chiesto cosa sia quella forza interiore che spinge un Artista ad esprimersi con così tanta passione e dedizione che si rinnova continuamente fino a diventare un tutt’uno con la vita stessa.
Una vita in cui l’Artista mette a nudo se stesso, rivela il proprio intimo attraverso la propria Arte. Questo comunicare con gli altri, fa si che i dipinti, le opere d’Arte in genere , non siano solo semplici forme o messaggi sospesi nel nulla … ma storie di uomini che socializzano, crescono nel confronto, nello scambio delle esperienze.
Esperienze che diventano stile di vita, uno stile che non è scelto dall’Artista ma dal proprio interiore, da quella scintilla che arde perennemente dentro e che alimenta e sazia la nostra esistenza, rendendoci liberi nel pensiero, ponendoci di fronte all’infinito come foglie al sole, pietre spigolose, alberi sui crinali dei monti, gabbiani stridenti che si librano sulla cresta delle onde, nuvole migranti e mutanti nel cielo, piloti del nostro aliante, liberi da zavorre ci buttiamo a capofitto e poi su, su fino allo stallo per poi planare dolci sfruttando le correnti che la meraviglia della vita ci offre.
Parole, pensieri e stili di vita che forse passano inosservate o vengono messe in disparte in questo periodo così grigio, fumoso, stagnante della nostra storia.
Eppure in questo mare immobile, in questa atmosfera torbida sta lentamente crescendo in molti la voglia di rialzarsi in piedi e cercare di camminare sul pelo dell’acqua sbattendo le ali come fanno le anatre selvatiche nel loro concitato gesto per alzarsi in volo.
Forse è un bisogno di capire, voglia di contatto umano, emotivo, forse solamente voglia di soddisfare il nostro io, nutrirlo, oppure di aggrapparci al tempo che ci sfugge senza provare a soddisfare antiche passioni soffocate, dimenticate in qualche cassetto, chiuso da troppo tempo, forse da quando le nostre ali erano ancora troppo giovani per volare…….

Tratto da:

 NON DI SOLO PANE –   BRENNANEWS 

Articolo Pubblicato su BRENNANEWS –  lunedì 18 aprile 2011 da  Donghi Giuseppe

CHIETI - Abruzzo 1380x619

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… momenti, che ti lasciano sospesi … fra gioia e malinconia.

Autore – Donghi Giuseppe

Tecnica – Mista – Abbozzato ad acrilico, rifinito ad olio

Supporto – Tela 

Dimensioni – cm. 50×80

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Stavamo seduti su una panchina davanti al mare aspettando il tramonto, uno spettacolo quotidiano che non è mai uguale ed ogni volta ci affascina, è l’ora in cui comincio a fare il riassunto della giornata, sono quei momenti che ti lasciano un po’ in sospeso fra gioia e malinconia, gli occhi fissi ad osservare il sole che va a sprofondare laggiù oltre la linea dell’orizzonte, portandosi con se tutti i colori di quella meravigliosa cartolina .. mentre sembra dirti “ ciao, ci vediamo domani quando rispunterò dall’altra parte”, colorando nuovamente un altro giorno.

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Davanti a noi, seduti su di un muretto Laura e Gabriele, anche loro affascinati davanti a questo film che l’universo ci dona.

Parlano tra di loro, non riesco a capire tutto ciò che si dicono, un po’ preso da tutta questa atmosfera, un po’ perché è giusto che loro si godano tutto ciò con gli occhi e l’innocenza della loro tenera età.

Riuscii poi a capire tutto ciò che si stavano dicendo per le domande che ponevano.

Nonno, Nonna … ma perché il sole sprofonda nel mare? Dove va a finire? Perché solo alla sera ed al mattino ci sono questi colori? Rispondemmo in modo semplice .. ma credo chiaramente perché furono soddisfatti e continuarono la loro discussione imitando a gesti il funzionamento del tutto.

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Ma ecco la scintilla che fece scaturire in me l’ispirazione per creare un nuovo dipinto.

Si alzarono di nuovo, si posero davanti a noi e ci dissero: “Ma … tutta quella gente che sta passando dietro, non si ferma a guardare come stiamo facendo noi? Vedi Nonno, vedi Nonna? Quello sta facendo fotografie, due stanno pescando, quella ragazza corre con il cane sulla spiaggia .. e poi ci siamo solo noi … Perché?”.

Una domanda difficile .. Risposi.

Una domanda che ha molteplici risposte, dovremmo andare a chiederlo ad ogni persona che incontriamo ed ognuno avrebbe la sua valida ragione.

Si, ma come si fa a non fermarsi a guardare … è così bello!!

Lo ha detto anche la maestra a scuola che dobbiamo imparare ad osservare e rispettare la natura.

Ha detto anche che gli uomini la stanno rovinando.

Non volevo concludere la risposta alle loro domande con parole che togliessero a loro l’entusiasmo, la fantasia, la curiosità e la magia che si era creata intorno a noi.

Aggiunsi solo “ Non guardiamo cosa fanno gli altri … restiamo fino a che tutti i colori si spegneranno .. ritornate sul muretto … oggi guardando voi ed il tramonto a me è venuta l’ispirazione per fare un dipinto … a loro, forse verrà la voglia di fermarsi come noi a guardare il tramonto.

Donghi Giuseppe                                                Cliccare sulle foto per ingrandirle

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  Foto di  Donghi Giuseppe  Copyright                                                          

 

 

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TVRS Marche intervista Donghi Giuseppe

Un breve riassunto delle interviste ai relatori intervenuti alla manifestazione Culturale

Incontriamoci tra le righe  Ottobre 2012. Castelfidardo -AN- Marche.

Evento a livello nazionale organizzato dalla scrittrice

Maria Lampa.

httpv://www.youtube.com/watch?v=Fv1vk2JsGKY&feature=c4-overview&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw

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Seguirà a breve un resoconto dell’Ottobre  2013

Donghi Giuseppe

 

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Gianna Binda – a proposito del suo ultimo romanzo: La mia isola..

A gentile richiesta di  Gianna Binda, pubblico sul mio BLOG  questa bella recensione

L’ultima Thule di Gianna Binda

a proposito del suo ultimo romanzo: La mia isola..

Articolo tratto da ” IL BANDOLO” Periodico di cultura fondato a Palermo nel 1901

http://www.bandolo.it/?p=1760

Recensione critica.-  Certamente fra i nostri amici e lettori ve ne sono parecchi che coltivano con passione la letteratura, le belle arti, la musica e perché no,  anche… l’orticello di casa. Credetemi, è cosa rara che una persona eclettica riesca a far veramente bene più cose nello stesso momento. Ma esistono – in vero pochi – quelli che ne sono capaci e qui voglio citare tra i collaboratori di questo periodico, i talentuosi che manifestano la loro personalità in modo versatile.  Il mio pensiero corre perciò ai  più antichi  e vicini, ai consolidati collaboratori de IL BANDOLO, come la Prof. Daniela Di Benedetto che alterna tuttora con successo l’attività concertistica di pianista con la stesura di romanzi e di poesie e trova pure il tempo pure di curare i gatti randagi nei pressi di casa; oppure alla Prof. Palma Civello, sempre giustamente premiata nei concorsi letterari di tutta Italia per la sensibilità particolare delle sue sillogi poetiche, dei racconti o per i vernissage a cui partecipa con soddisfazione e a Saba Cloos, già musicista anche lei, oggi novantenne e ben nota giallista palermitana che dipinge altrettanto bene di come scrive i suoi “noir” ambientati a Palermo e che IL Bandolo si è compiaciuto di editare recentemente.

giannabindaQuesta premessa si è resa necessaria per introdurre all’attenzione dei lettori un nuovo personaggio che sarebbe indelicato definire “cavallo di razza” in quanto trattasi di una leggiadra signora comasca: Gianna Binda. Anche lei pittrice, poetessa, scrittrice ed anche docente ma non di Latino, Storia, Italiano, Greco, …no, bensì di Tecniche farmaceutiche e Farmacista essa stessa. Ciò a dimostrare che la predisposizione per le belle lettere e l’arte non è solo frutto di un’incubazione umanistica ma può derivare da un talento personale che talvolta per manifestarsi ha bisogno di tempo per lacerare con tranquillità quella placenta di insicurezza dovuta magari alla mancanza di studi specifici nell’età scolastica. Ebbene, l’eclettismo di Gianna Binda, abituata per professione ad essere esatta, scrupolosa – guai se ciò non fosse – nell’alchimia delle composizioni farmaceutiche miscelate nel retrobottega della sua Farmacia  secondo i dettami della farmacopea che non consente approssimazioni, si ritrova  nella economia dei suoi romanzi che non sono assolutamente lo scorrere asettico di una trama gettata lì a casaccio ma l’alibi per poter trasmettere un messaggio edificante. D’altronde non potevamo dubitarne dal momento che la versatilità di Gianna ha avuto modo di temprarsi anche sul versante civile e ambientalistico delle sue contrade natali. Così, il breve racconto “Alina” che i lettori possono avere l’opportunità di leggere su www.bandolo.it, offre un breve saggio delle capacità espressive dell’autrice. Nella piccola storia citata, l’idea della solidarietà viene rappresentata come sorgente in modo spontaneo fra i componenti di un colto gruppo festaiolo che si rende conto di poter essere utile, con la propria professionalità, alla svantaggiata Adina. Ma Gianna Binda pur accostandosi forse un po’ tardi alla scrittura, dal 2009 ha pubblicato moltissimi articoli per giornali e web ed otto libri che segnaliamo qui di seguito: Volevo solo separarmi, La luce della libertà; Quel ramo del lago di Como…quello che ne resta;Uomini liberi;Versi di Luce; Onde di emozioni;Nemmeno di fronte all’evidenza dei fatti;La Mia isola; quasi tutti  editati dalla prestigiosa Casa editrice Aletti.

la-mia-isolaL’ottimismo di fondo che accompagna, in Adina, il messaggio solidaristico emerge in modo più convinto dalle pagine dell’ultima fatica dell’Autrice: “La mia Isola, come vivere felici in un mondo senza denaro”, dove la performance letteraria si pone come obiettivo la proposta di un progetto economico sociale. Utopistico quanto si vuole ma accreditato da “precedenti” autorevoli come il mito di Thule o  di Utopia di Thomas More. L’sola di cui parla l’Autrice è un luogo virtuale ove si ritrovano alcuni uomini e donne che hanno coscienza di essere sopraffatti dalla civiltà “incivile” ma non si sentono vinti.

guarracinoIl noto critico comasco, l’autorevole Prof. Vincenzo Guarracino, conterraneo di Gianna Binda, nel recensire la sua precedente opera “Uomini Liberi”, alla luce anche del precedente “Volevo solo separarmi” non può che pronunciarsi in modo lusinghevole nei confronti della Binda in quanto riconosce in lei la capacità “di vedere come storie individuali e collettive si intreccino e determinino vicendevolmente – lasciando trasparire l’intensa passione che anima l’autrice – un’anima davvero “bella” per l’investimento emozionale che sa profondere”.

Anche noi non possiamo non riconoscere la bell’anima di Gianna Binda nel citato volume  “La mia Isola…”, e notiamo altresì  che l’autrice non teme di navigare in acque insidiose, quelle della concettualità socio economica. Essa riesce a frammischiare le soluzioni di “teoria economica” con spunti autobiografici amalgamati con la sapienza dello “speziale” e dal momento che possiede una vocazione salutistica molto forte, anche questa viene introdotta nel contesto del romanzo. Insomma il lettore che, in un prima battuta potrebbe essere indotto al disorientamento, dopo alcune pagine, si affeziona alla “idea” che traspare anche in modo evidente e continua a leggere con crescente curiosità sino alla fine, come la <<propagazione di una reazione chimica>>, per usare una sua metafora finale.

Luigi Gf. Consiglio

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ADINA – Racconto di solidarietà – Di Gianna Binda –

Gianna Binda. Comasca, Farmacista, già docente di Tecniche di laboratorio. Scrittrice prolifica e poetessa, pluripremiata pittrice dallo stile eclettico, idealista di cultura laica e liberale con vocazione ecologica e salutista si è impegnata proficuamente nel sociale battendosi contro gli sprechi di denaro pubblico negli anni 2006/2013 e meritandosi la stima dei conterranei per la sua onestà intellettuale. Su www.bandolo.it, presto, una recensione del suo ultimo successo editoriale.

Pubblico quì: ( a richiesta dell’Amica Gianna Binda) nella parte dedicata a coloro che vogliono arricchire questo mio blog con le proprie opere un racconto Dal Titolo ADINA  -Racconto di Solidarietà – http://www.bandolo.it/?m=20160912 Tratto da ” IL BANDOLO” Periodico di cultura fondato a Palermo nel 1901

http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.bandolo.it%2F%3Fp%3D1721&h=WAQH_qUAe

ADINA
racconto di solidarietà    di Gianna Binda*©

formenteraAdina, un nome che richiamava l’omonima protagonista dell’opera donizettiana “l’elisir d’amore”, affittava lettini ed ombrelloni lungo la spiaggia vicino alle saline dell’isola di Formentera. poseidoniaLa spiaggia – “La Savina” – era una delle più belle dell’isola, dalla forma caratteristica di leggiadra farfalla dove l’acqua era particolarmente pulita grazie alla  Poseidonia, pianta dalle nastriforme foglie, che ovunque si trovi rappresenta un vero polmone acquatico che favorisce l’ossigenazione dell’acqua.

la-savina-formenteraQuella spiaggia richiamava ogni anno numerosissimi bagnanti da ogni parte del mondo attirati dalle acque turchesi e limpidissime e dalla sabbia dorata che assumeva a volte colorazioni rosate con giochi di luce straordinari. Le numerose accoglienti attrezzature turistiche abbinate agli eccellenti servizi favorivano il flusso di turisti che amavano il divertimento abbinato alle deliziose offerte della natura.

formentera3Adina, di origine rumena, aveva un difetto alle anche, già dalla nascita, peggiorato  da interventi chirurgici disastrosi: aveva sopportato ben tredici interventi con la speranza di ottenere un miglioramento ed ora era sfiduciata ma non aveva perso il suo entusiasmo per la vita. L’ultimo intervento, anch’esso devastante, era stato eseguito in Spagna  e le aveva procurato un accorciamento della gamba costringendola ad una vita legata all’uso della stampella.

ombrelloniE così si muoveva tra gli ombrelloni e i lettini della spiaggia per riscuotere il pagamento dei corrispondenti noleggi. Tra i bagnanti che frequentavano “La Savina” vi era un gruppo di amici italiani tra cui Claudio, un valente medico ortopedico.

<<Como estas?>> La musicalità della lingua spagnola unita alla calma voce di lei conferivano un ritmo gradevole alle sue parole.

E Claudio nel guardarla rimase colpito da quella giovane ragazza dai biondi e lisci capelli che lo osservava con i suoi occhi azzurri come il cielo e, professionalmente si ripromise di indagare sui motivi che l’avevano costretta a vivere in un continuo dondolio supportato a malapena dall’uso delle stampelle.

<<Bien, …y usted?>> cominciarono così a conversare come vecchi amici.

La spontaneità della ragazza aveva conquistato tutti i componenti del gruppo che si erano interessati del suo stato. Le giornate in spiaggia favorivano i contatti sociali e così, giorno dopo giorno, fra di loro si cementava una belle amicizia consolidata dal calore  che si respirava sull’isola e dall’energia che il caldo sole sembrava voler trasmettere loro.

Molti componenti del gruppo avevano prestato servizio nelle strutture ospedaliere comasche e cominciava a farsi strada l’idea che Adina meritasse un’occasione per riprendersi in mano la sua giovane vita da vivere nello splendore dell’età, senza doversi rapportare con quella claudicante realtà.

Simona lavorava presso l’ufficio amministrativo di una rinomata clinica e cominciò a proporre alla giovane l’ipotesi di un nuovo intervento alle anche, questa volta risolutivo e restituivo dell’uso corretto delle gambe. Il gruppo ne aveva parlato dopo aver visionato la documentazione sanitaria completa che la giovane aveva fornito.

<<Certamente l’intervento eseguito in Spagna ha complicato la situazione. Dall’immagine radiografica risulta evidente che il chirurgo  è intervenuto accorciando la gamba destra, una volta accortosi dell’inserimento scorretto nell’anca>> Di fatto, Adina, dopo questa risoluzione, era rimasta claudicante con una arto più corto dell’altro. Si era verificato insomma una dei casi in cui il rimedio si era mostrato peggiore del male.

<<Si potrebbe operare Adina in Italia. Conosco un mio amico, chirurgo abilissimo, specializzato in questo tipo di operazioni che potrebbe eseguire l’intervento presso l’ospedale milanese dove spesso collabora>>. Claudio, Simona e gli altri avevano cominciato a sensibilizzare anche il personale infermieristico che era con loro in vacanza e insieme stabilirono che si doveva attuare un piano che consentisse ad Adina un ricovero in regime di assistenza sanitaria in accordo con la Romania, il suo paese d’origine.

<<Il punto più difficile rimane quello di  convincere il governo rumeno a concedermi il nulla osta per un intervento chirurgico all’estero. Il mio paese ritiene di possedere strutture e personale adeguato per simili interventi>> Così si esprimeva Adina che oltre a essere disincantata  sembrava restia a voler tornare sotto i ferri. Ormai aveva perso ogni speranza e cercava di vivere il più serenamente possibile  nonostante il grave disagio da sopportare ogni giorno.

Ma il destino aveva un piano completamente diverso e si era servito della determinazione di quegli amici comaschi per permettere il meritato miracolo. La vita, del resto è già di per sé un prodigio. A volte le situazioni più assurde sembrano dipanarsi e, come  tasselli di un grande puzzle, fatalmente tutto ritrova la sua esatta collocazione.  Il vento giusto e favorevole sembrava soffiare nella corretta direzione.

Si convenne di aspettare la fine dell’estate, quando la ragazza sarebbe tornata la suo paese natio e, tutti loro insieme, avrebbero provveduto sia alla copertura assicurativa che alla definizione dell’intervento. In Romania non era certo facile ottenere un simile permesso ma Adina aveva chiesto aiuto ad un parente medico che l’aveva indirizzata correttamente agli uffici competenti ed aveva, forse, speso una parola in suo favore.

Il chirurgo Italiano che l’avrebbe operata si era pronunciato subito col dire che presso la clinica privata “H…”;  l’operazione sarebbe costata parecchio per cui fu ritenuta opportuna e necessaria la partecipazione del servizio sanitario rumeno.

Ancora una volta il destino si era mostrato benigno e la sanità rumena aveva concesso il nulla osta con la scusante che nel paese non poteva essere eseguito  un intevento del genere così complesso ed articolato: si dovevano operare entrambe le anche, prelevare un pezzo d’osso dal femore destro ed operare infine l’allungamento di quella parte che in Spagna avevano accorciato, effettuare infine la fisioterapia mirata alla riabilitazione completa.

aquiloneAdina avrebbe potuto correre incontro alla vita che l’aveva privata dalla possibilità di inseguire una variopinta farfalla o di far volare un aquilone. Già, il piacere di far volare un aquilone che si libera in volo e sale verso il cielo infinito così come i nostri sogni che sembrano preghiere rivolte ad un universo amico, nella speranza che possa arrivare il giorno in cui la Giustizia riesca a sconfiggere le tante assurdità della vita.

Adina aveva recuperato fiducia; gli amici italiani erano stati meravigliosi, avevano organizzato tutto sin nei minimi particolari; avevano trovato perfino una struttura vicino all’Ospedale riabilitativo di Mariano Comense dove sua sorella Claudia avrebbe potuto alloggiare, restandole vicino e confortandola. Claudia era una sorella splendida: al contrario della biondissima Adina, aveva dei lunghi e ricci capelli corvini, con grandi occhi espressivi di un intenso color blu. Lavorava da tempo in Inghilterra e si era resa disponibile a seguire in Italia la sorella adorata così provata dalla vita.

Claudio e Simona erano riusciti a sensibilizzare il personale infermieristico dell’ospedale cittadino e in molti sie erano dati da fare per aiutare la ragazza.

Adina si sottopose a due interventi chirurgici dolorosissimi alle anche a distanza di una settimana. Difficilmente questo tipo di intervento veniva eseguito ad entrambe le anche in così breve lasso di tempo ma l’abilità del chirurgo, abbinata all’urgenza di un rintro veloce in Romania aveva costretto l’equipe medica ad una simile risoluzione.

Ora, nel piccolo letto d’ospedale il suo fragile ed esile corpo sembrava scomparire tra le candide lenzuola. Il suo viso sottile era pallido e sofferente. Quel pomeriggio sarebbe arrivato Claudio a controllare le radiografi e avrebbe parlato coi medici della struttura circa la riabilitazione.

Adina faticava non poco a camminare e temeva che tutto il suo sforzo fosse stato una volta di più, inutile. Il sorriso radioso di Claudio le fece tornare il sorriso.

<<Ho parlato ora con la dottoressa e mi ha confermato che tutto sta procedendo al meglio. L’intervento è riuscito e tu potrai tornare a camminare normalmente.>>

-<<Grazie!>> e  abbracciò il suo salvatore con affetto. Ora sarebbe ritornata in Romania dove l’attendevano il padre ed i fratelli.

Anche il viaggio di rientro era stato organizzato minuziosamente. Ma prima,  tantissimi amici avevano deciso di festeggiare la buona riuscita dell’intervento con una cena in un noto ristorante di Saronno. Adina e la sorella erano felici e quella sera tutti avevano circondato le ragazze  di calorosa attenzione.  Poi, la partenza.

romania2E già dopo qualche giorno, dalla Romania giungevano notizie meravigliose di Adina che continuava a recuperare, divenendo sempre più autonoma nel camminare: via, finalmente, le stampelle che l’avevano accompagnata e condizionata per gran parte della sua vita! Ora correva incontro al futuro con maggiore serenità e nella consapevolezza che al mondo gli affetti sinceri potevano trovarsi anche al di fuori della propria famiglia.

La sua era stata un’esperienza estremamente significativa. Gli angeli potevano nascondersi in ogni persona. Il mondo non era tutto da rifare.

 

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Gianna Binda – Poesie

Pubblicato in – Voci fuori campo

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INVOCANDO GIUSTIZIA

Io pellegrina sulla terra

cerco giustizia

che l’animo umano reclama

e la natura da sempre acclama

-in questa valle che l’età dell’oro

ha dilaniato lasciando un deserto vuoto-

L’Universo vestito di colori mi consola,

mi guida al Sè superiore

tra brillanti stelle

che nella Libra han seminato

il germoglio di un tempo ritrovato.

Lancio la mia spada di parole

urlate al vento che mi consola;

urlo la mia rabbia

che si frange come onda su roccia;

chiedo giustizia e amore

alle costellazioni che di luce

illuminano le mie notti buie

assetate di piccole briciole

di purezza infinita

che colma di gioia la vita

Gianna Binda                        Clicca sulle immagini per ingrandirle

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ISOLA ROSSA Golfo dell'Asinara Prov.Sassari

LA NATURA SI RIBELLA

Dinanzi a tanta crudele follia

della fiera dell’ipocrisia;

dinanzi ad un popolo impotente

affossato in tristezze senza uscita

di visi che non conoscono sorrisi,

solo alla Natura pare affidato

il compito ingrato

di spazzare tanto tracotante egoismo

che ha reso l’uomo schiavo

nel pianeta di verità celate,

affogato da un sistema che la moneta

ha adorato come un Dio

che tutto ha divorato.

O Natura,

che pietosamente avvolgi

la nostra quotidiana corsa

con la luce che illumina il mattino

per aprire spazi d’infinito

tra i deserti del cuore;

ci consoli con esempi d’amore;

ci lasci riposare in culle di stelle

del tuo lucente ammiccare;

ribellati a tanta tracotanza,

coi tuoi flutti sommergi il popolo di ingiusti

per lasciarci respirare molecole di libertà

in cui l’uomo possa ritrovare

La preziosa essenza della vita

Gianna Binda

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 httpv://youtu.be/abSxOhIcmiE

httpv://www.youtube.com/watch?v=T49wKWil4Rc

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=pFQqR14FGhQ

Foto dedicate alle poesie di  Donghi Giuseppe

 

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Come due passeri su di un ramo in attesa della notte.

Titolo  Come due passeri su di un ramo in attesa della notte
sottotitolo Il castagno e l’infinito
Autore Donghi Giuseppe
Dimensioni Cm. 80 x 50
Tecnica Colori ad olio su tela con parti precedentemente preparate in rilievo
Cliccare sulle foto per ingrandirle

OK 1 -138 - Copia copia copia

Il castagno e l’infinito

E’ inverno, quaggiù vi è un sole pallido, i suoi raggi passano quasi a fatica nella tipica atmosfera brianzola, non riescono a dare nitidezza, i colori sono carichi di grigio, l’aria sembra pesante, le poche e sparse nuvole rimangono ferme nel cielo, se ne andranno solo al calar del sole, quando la luna rossa all’orizzonte spunterà laggiù dietro al monte ed alzandosi diventerà bianca e splendente.

Laura andiamo, zaino, scarponi, lo stretto necessario per camminare un giorno due torce con relative pile di scorta … oggi si va in cima al monte e rimarremo lassù fino a che il sole sprofonderà nella terra laggiù all’orizzonte.

E’ più di un’ora che camminiamo, ora il bosco si è rarefatto lasciando spazio ad ampi alpeggi, e le baite fatte di pietre antiche parlano della nostra storia appena trascorsa .. ma che quassù è ancora il presente.

Una storia che è dentro Me, dentro Lei … che ci ha avvolti, ci siamo cresciuti e che vogliamo rivivere tutt’ora.

Laggiù, sotto di noi è come se vi fosse steso un velo bianco su tutta la pianura, a fatica si riesce a scorgere cosa vi sia sotto quella coltre, mentre quassù tutto splende, sopra di noi il cielo è terso, di colore celeste nella parte più bassa, fino ad un bel blu intenso verso la cima.

OK Particolare 2 - 089

Facciamo una sosta vicino ad un grande castagno e ad un’ovile, la casa di pietra a fianco è ancora abitata, si sentono delle voci, da un capanno ci giunge il grugnire di alcuni maiali, la’ più in fondo pecore e capre, vi sono pure un paio di asini.

Il castagno è stupendo la sua corteccia sembra coperta da rughe come quelle che si possono scorgere sul viso di certi anziani con le mani sporche di terra, il vecchio cappello sgualcito in testa e gli stivali di gomma ai piedi.

OK Particolare 4 - 093

I suoi rami sembrano allungarsi nel cielo a cercare spazio per vivere, a proteggere chi vi sosta sotto, le radici che affondano fra terra e pietre, danno ad esso un senso di sicurezza, di maestosità, di armonia con tutto ciò che ci circonda .. un incanto che solo la spregevole mano di un uomo potrebbe scrivere la parola fine a tutto ciò.

Per terra vi è un soffice strato di foglie cadute di recente dai rami, sembra un tappeto coloratissimo carico di tinte rossastre, di marroni e gialli.

Ecco ora le voci che si sentivano giungere dalla casa in pietra si fanno più vicine, si materializzano.

OK Particolare 3 -113

Una mamma e tre bambini si fermano davanti a noi che stiamo mangiando pane e marmellata.
Buongiorno, ciao bimbi .. volete favorire? E’ marmellata l’abbiamo fatta noi … no grazie abbiamo appena finito di mangiare ci dicono quasi in coro i tre bimbi …. ci siamo messi a parlare un poco, poi abbiamo cominciato a riordinare gli zaini per rimetterci in cammino mentre loro sono andati sotto al grande castagno.

Ora il sole era andato dietro al grande albero, ai bimbi ed alla madre creando un contrasto ed una scena surreale, meravigliosa, quelle scene che ogni regista vorrebbe nel suo film .. ci siamo fermati ancora un istante, giusto il tempo per essere invasi fin dentro l’animo da tanta bellezza, grandiosità, da farci pensare all’infinito, alla possibilità che forse vi sia davvero un grande regista da qualche parte … o forse la natura stessa è il grande regista che ogni giorno si esprime regalandoci questo fantastico film.

OK Particolare 1 - 102

Un’ultima occhiata e poi come se fossimo stati degli intrusi, come attori casuali, uscimmo da quella meravigliosa scena.
Sarebbe bastato tutto questo per essere soddisfatti, ma si sa, chi è sempre alla ricerca di cosa vi sia oltre la nostra corporale quotidianità .. non è mai sazio fino a che vi sarà respiro in noi.
Ora il sentiero si sarebbe presto fatto ripido, fra pietrisco ed irte pareti rocciose, fin lassù dove camminando in cresta, accarezzati dalla brezza si arriva in vetta.
Saliamo con passo lento per gustarci passo dopo passo il trascorrere del tempo, il mutare dei colori, il cammino del sole che giunti in cima era oramai basso all’orizzonte.

Giusto il tempo di guardarci tutt’intorno, di godere nel vero senso della parola di così tanta bellezza, poi ci sediamo dietro ad un masso senza nemmeno toglierci lo zaino, vicini uno contro l’altro come due passeri su di un ramo in attesa della notte.

Credo che vi siano ben poche cose al mondo che possano superare l’intensità di quei momenti, vissuti lassù con Lei accanto, in rigoroso silenzio, davanti al manifestarsi dell’infinito.

Intanto il sole lentamente scompare laggiù dove la terra si tinge di colori violacei e di arancio dorato .. mentre tutto intorno a noi si scolorisce.

Laura … andiamo finché vi è ancora luce, il sentiero è molto scosceso qui sotto .. ed è inverno.
Prima di arrivare al grande castagno accendiamo le torce mentre la luna già si era alzata nel cielo sopra di noi.

Donghi Giuseppe

Alcune fotografie  ————————————

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Ne parlano

Ne hanno parlato anche sul sito dell’Associazione Culturale

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IL MEGAFONO DELLE DONNE  http://www.ilmegafonodelledonne.it/2013/10/incontriamoci-fra-le-righe-con-giuseppe-donghi/

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FILOMONDO  http://www.filomondoancona.org/

Carissimi amici di Filomondo,

un anno fa in occasione della IV edizione dell’evento culturale “Incontriamoci fra le righe” abbiamo avuto l’occasione di conoscere l’artista Giuseppe Donghi, un pittore davvero geniale e molto apprezzato per le sue particolarissime opere.

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092 1300x          Cliccare sulle foto per  ingrandirle

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Domenica 20 ottobre Giuseppe tornerà nelle Marche proprio in occasione della nuova edizione di “Incontriamoci fra le righe”

DSC_3739 - Copia  DSC_3837Marche ott. 2013 012                                         perché ha deciso di donare alla nostra Associazione uno dei suoi bellissimi quadri: un’opera di grande valore,  pluripremiata,  dal titolo “Sospesi, in precari equilibri…”

DSC_0772 ridotta con testo

Sarà nostro compito ricavare il più possibile dalla sua vendita per

sostenere il nostro progetto di aiuto a distanza a tanti bambini rimasti soli.

Insieme alla gioia e alla commozione per la bella notizia non mi resta che invitarvi tutti domenica prossima al Klass Hotel di Castelfidardo per trascorrere una giornata di festa insieme e assistere anche alla consegna del quadro.

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Insieme alla locandina dell’evento invio una foto dell’opera e vi invito a visionare il sito di questo grande artista dal cuore d’oro.

http://www.donghigiuseppe.it

Un saluto

La Vice Presidente  Barbara Raponi  

Filomondo (worldnet) Associazione ONLUS

Via Brecce Bianche 71 – 60131 Ancona – tel. 3358186702

http://www.ilmegafonodelledonne.it/2013/10/incontriamoci-fra-le-righe-con-giuseppe-donghi/

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Donghi Giuseppe

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PARLAMI

Autore – Donghi Giuseppe
Titolo  –  Parlami – Dimensioni – Cm. 80X50
tecnica – Abbozzato con acrilici – Rifinito ad olio – Capelli in rilievo.
Supporto       Tela preparata con colle e stucchi.

Le immagini ed il testo si possono condividere purché venga citato il nome dell’autore ed il sito da cui provengono. Cliccare sull’immagine per ingrandirla

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Mi Guardi e non parli, tutti i giorni mi sento denudato, scrutato … e non ti decidi a dirmi nulla .. eppure a volte sembra che muovi le palpebre, dischiudi le labbra .. di sicuro sposti lo sguardo e mi segui ovunque vada.

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Sei invidiosa degli altri volti che ho dipinto? Vorresti essere l’unica? Avresti voluto che ti dipingessi diversa da come sei?

Parla !! Dimmi la tua opinione .. interrogami pure, fai come credi, però non puoi continuare ad importi con quel tuo volto enigmatico, deciso, fiero, con quel filo di dolce malinconia che sai diffondere tutt’intorno.

Sei bella, giovane, innamorata .. si vede! .. Il tuo sguardo penetra nelle persone, le attraversa e va oltre, va dove ti porta il cuore.

Però non parli .. quasi mi sfidi con il tuo tacere.

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Quando ho incominciato a modellare il tuo viso, non sapevo come sarebbe stato il risultato ..ed eccoti qui, pronta a sfidare il tempo che non cambia il tuo volto … mentre il mio si!

Mentre dipingevo i tuoi occhi mi vedevo da giovane correre nei campi, libero,  poi giù per le discese con la bicicletta, ed il corpo quasi appoggiato sul manubrio per andar più forte .. pensavo al nascere delle prime emozioni dettate dal cuore, alla mia passione di costruire aquiloni sempre più grandi e poi scendere veloce per le balze erbose con il vento in faccia che li faceva alzare alti nel cielo azzurro .. proprio come i tuoi occhi.

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Ho dipinto le tue labbra pensando alla mia sposa, al profumo della sua pelle, a quando si fa bella davanti allo specchio .. al fremito che provo quando mi sfiora .. ed i miei pensieri mi riportano al primo bacio, al suo abito da sposa, ad oggi .. che nulla è cambiato da allora se non i nostri volti segnati dal tempo che trascorre .. ma sempre amanti innamorati dell’amore.

Ecco cosa sei Tu.

Il risultato di una vita sempre controvento, con le braccia aperte, sempre pronto a volare,

ad alzarci in volo come sanno fare le coppie di gabbiani.

Tu sei Me, sei Lei, sei il frutto della mia Arte, del mio essere, sei lo specchio di una vita intera.

Dunque ora, parlami .. raccontami sai tutto di me, di noi.

Perché non parli?

Donghi Giuseppe

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Alcune mie Fotografie

 Pubblicato in – FOTOGRAFIA –

In questa sezione dedicata alla FOTOGRAFIA ..  (una delle mie grandi passioni) pubblicherò fotografie di vario genere scattate un po’ ovunque .. in giro per l’Italia, quell’Italia che non va quasi mai nelle rubriche specializzate, paesini spersi in mezzo alla natura, particolari di vita quotidiana .. ma non disdegno denunciare anche le brutture compiute dalla mano spregiudicata dell’uomo .. sono sempre alla ricerca della luce che fa impazzire le macchine fotografiche, tagliente, radente, ma anche soffusa, il vociare nei vicoli, il movimento, il silenzio della notte e degli spazi immensi, molte foto sono eseguite sulle montagne camminando a piedi, arrampicandomi per cercare quella prospettiva, le nuvole, il tramonto fino a che tutto si spegne, perde colore e poi scendere al buio con le torce in mano … ma certo di aver catturato prima con gli occhi e la sensibilità artistica personale .. poi con la macchina fotografica  … tutto quel mondo che molti non vedranno mai se non in foto … ed allora ecco che la fotografia diventa Arte .. arte da guardare, sognare .. mostrare attimi di vita che appaiono all’istante e che sono irripetibili .. fotografie che portano in se la sensibilità, la poesia, il gusto, la bellezza, la quotidianità, e la straordinarietà …  catturate, immortalate da chi, dietro un obiettivo, un oggetto meccanico ha fissato quell’attimo, quei colori, quelle situazioni che rendono la foto viva come se fosse un racconto,  che può essere interpretato … perché non tutti siamo uguali e quindi per ognuno di noi il messaggio, può essere un altro .. o semplicemente piace, oppure no .. senza aver bisogno di spiegazioni. Perché l’Arte di qualsiasi espressione essa sia .. sovente non ha bisogno di nessuna spiegazione o racconto .. vive di se.

Donghi Giuseppe                                                        Clicca sulle foto per ingrandirle

 

Grigna . Valsassina Agosto 2011 copia copiaPanorama

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L’Arte e l’Artista

AutoreDonghi Giuseppe
Dimensioni –  Cm. 80×50
Tecnica –  Bozza in acrilico – Terminato con colori ad olio – Capelli in rilievo eseguiti con stucco sintetico e colle
Supporto Tela                                              Cliccare sulle immagini per ingrandirle

DSC_1536 (2) copia……. E dai … ti ho appesa alle pareti di casa ma non ci vuoi stare, ovunque mi giro incontro il tuo sguardo, ti ho messa nel mio studio, idem, entro e sei li che mi fissi e mi dici che ti senti abbandonata, vuoi uscire, guardare il mondo ed essere guardata.

Ho capito, cara la mia creatura .. ma non è che posso portarti sottobraccio ovunque vada … ti ho creata, abbiamo discusso molto mentre nascevi, mi hai chiesto di farti bella, intrigante, un po’ misteriosa, di non dipingerti soltanto con i colori, ma di donarti la parola, lo sguardo di chi vuol dire e sapere.

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DSC_1536 (2) - Copia - CopiaEccoti, ora tieni lo specchio e guardati …. dimmi, come potrò inventare un altro volto che sia ugualmente bello ed interessante come il tuo?

Ti ho esposta in una mostra fra tanti dipinti .. ti osservavo, guardavo e sentivo i commenti di coloro che si fermavano davanti a te, alcuni senza ritegno ti sfioravano come per capire se il colore fosse carnagione vera, guardavano i tuoi occhi, si spostavano a destra ed a sinistra per vedere se li osservavi nei loro movimenti … così ti ho vista annoiata, messa in vetrina mentre dicevano: … sembra vera, mi segue con lo sguardo.

Vero, tutto vero, ma ora cosa posso fare per uscire da questa situazione?

DSC_1536 (2) - CopiaTi ho creata per raccontare al mondo l’universo femminile, ti ho dipinta bella come una rosa, ti ho dato occhi per guardare, bocca per parlare …ed allora parla!!

Esci dalla tela, racconta di me, di te, parla di sentimenti, di amore, di cose frivole, parla della vita.

Sei un’opera d’arte … non rimanere rinchiusa nella cornice … scendi, cammina per le vie del mondo.

Ti prego, toglimi da questo pasticcio, non odiarmi se ti dico di fuggire dalla mia tavolozza, dammi la possibilità di dipingere altri volti, percorrere nuovi sentieri, raccontare e raccontarmi in altre storie scritte con pennelli e colori.

Vai … ciao, buon viaggio, tanto prima o poi incontrerai di nuovo il mio volto, la mia voce, il mio sguardo, i sentimenti, riflessi in altre mie opere.

Donghi Giuseppe

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Silenzio

Autore – Donghi Giuseppe

Dimensioni – Cm. 50×80 – Tecnica Colori ad olio – Supporto – Tela

——————————————-Pubblicato in LA MIA ARTE OGGI >> Sezione Pittura

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 Silenzio per favore.

 Non sprecar parole .. e pensa.

 Come le mie amiche a fianco, sono nata dal pennello e dall’animo di un Maestro.

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 Certo ci ha fatte belle .. perché noi siamo belle.

 Stavo prendendo forma …. incominciavo a vedere il suo volto, i suoi occhi.

DSC_1902 - Copia copia (2) - Copia copia - Copia Lo guardavo, mi guardava, componeva tinte e le appoggiava su di me, pennellata dopo pennellata.

 Stavo partecipando alla sua invenzione, mi sentivo crescere come se fossi nuova vita.

 Guardavo il suo volto e vedevo il mio, ero bellissima …. aspettai così il momento in cui  aggiunse l’ultima luce sulle mie labbra … lo fermai rubandogli il pennello dalle mani, dal cuore, dal suo animo d’Artista.

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Mi accorsi che non aveva dipinto me .. ma se stesso.

 Certo, non nelle sembianze ma nell’animo, nel suo modo d’essere.

 Ora esisto, sono libera .. sono davanti a te .. parlami … ma ti raccomando, sottovoce e con garbo il Maestro non ama parlare di sé.

Donghi Giuseppe

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Articolo Letto 10603 volte.

Il gallo e la gallina

Autore – Donghi Giuseppe

Dimensioni – Cm. 80×80

Tecnica – Mista – Base acrilica – finito ad olio – con pennelli e spatola.

Supporto – Tela.

Il gallo disse alla gallina .. perché guardi da quella parte?

La gallina rispose .. perché non posso?

S s si si, certo che puoi .. ma non hai altro da fare?

 

Con te no .. rispose la gallina, sei li tutto tronfio, ringalluzzito e per di più sei pure geloso, sai badare solo a te stesso e mi tratti come le altre cento.

 

Insomma cosa vuoi .. rispose il gallo, la vita è questa, gira così da sempre, io sono il gallo e tu la gallina.

Beh rispose lei .. io sono una gallina .. e ne sono fiera … la vita sarà pure questa … tu resta con la tua grande cresta sopra la testa … prenditi pure tutte le altre, la vita sarà pure questa ….. ma ho deciso! Cambio, me ne vado.

Donghi Giuseppe

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E’ ora di finirla

Autore – Donghi Giuseppe
Tecnica  Mista – Acrilici e colori ad olio – Fondo preparato con stucchi, colle, sabbia ed altro
Formato – Cm. 65 x 55  circa                                    clicca sulle immagini per ingrandirle

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Non umiliarmi.
Non farmi del male.
Non uccidermi e dire poi …
 ” l’ho fatto per  amore.
Era mia ed ora non mi amava più. “

Ma che animale sei, se non riesci a capire che nulla è tuo, una donna non la si compera come si fa con un cane o un cavallo.

Come fai ad alzare le mani davanti a tanta meraviglia? Come puoi arrivare ad uccidere chi ti ama o ti ha amato?

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Tu animale senz’anima … privo di sentimenti, di ragione .. non hai scusanti, non hai dignità, smettila di offendere il creato, la bellezza, l’amore, la vita.
Vattene, sparisci nel nulla, in silenzio.
L’amore, la donna, le passioni … non son fatte per te.

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http://www.youtube.com/watch?v=NX4_Kwby-mY       Mia Martini – Gli uomini non cambiano 42° Festival di Sanremo 1992

Dati ISTAT dai quali si è partiti per illustrare l’emergenza sulla violenza sulle donne durante una conferenza stampa dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna a Roma.
3 luglio 2013
In Italia 6.743.000 donne tra i 16 e i 70 anni sono state vittime di abusi fisici o sessuali. Un milione ha subito stupri o tentati stupri.
Il 14,3 per cento delle donne italiane è stata vittima di violenza da parte del partner, ma solo il sette per cento lo ha denunciato.

FEMMINICIDI – Una donna uccisa ogni due giorni e mezzo. Sessantacinque dall’inizio dell’anno alla fine di giugno 2013 .

Donghi Giuseppe

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QUI .. MA DA UN’ALTRA PARTE

Autore – Donghi Giuseppe
Tecnica – Mista –  base  con colori acrilici e portato a termine con colori ad olio.

Supporto – Tela . Preparata con stucco e colle
Dimensioni Cm.  80x 50

Postato in La mia Arte oggi – Sezione Pittura
Cliccare sulle immagini per ingrandirle

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Ciao gallo sei venuto anche tu fin qui?
Si rispose lui .. ma non so, non capisco, non mi piace.
Rispose lei .. ti sbagli mio caro gallo, sei tu che non sai guardare.

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Sentitosi fuori luogo il gallo se ne andò senza salutare, senza nemmeno tentare di capire.

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Lei … aprì di nuovo il libro e ricominciò a leggere, dimenticandosi del gallo, riprese così a volare leggera fra le pagine del poeta e visse cieli limpidi, montagne trasparenti laggiù all’orizzonte, si librò  sopra ad un morbido tappeto di nuvole … visse un’altra storia.

Non qui .. ma da un’altra parte, tra le rime del poeta.

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Donghi Giuseppe

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MALINCONIA – SOLITUDINE

Autore dell’opera – Donghi Giuseppe
Dimensioni – cm. 50X90
tecnica – colori ad olio su fondo preparato con stucchi e colle speciali.Supporto – Tela Clicca sulle immagini per ingrandirle

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Spazi chiusi intorno a te mia cara donna.
Un luogo dove vi è poco spazio per amare.
Amare per il piacere d’amare ed essere amati.
Un luogo dove ti è difficile volare libera.
Un posto voluto da chi non ha capito nulla di cosa sia la bellezza che porti in te e che rifletti tutt’intorno.
Ti crede sua, comperata come un oggetto da mostrare, come  trofeo vinto in una gara, da esibire, usare al bisogno.

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Mentre tu soffri,  lui ti ignora, ribadisce il suo ruolo di maschio, difende il suo vecchio maniero che sa di storia antica, superata, dove tu sei la sua bambola e lui il soldato, con la spada in mano e l’elmo adornato di bel piumaggio.
Ma tu sei forte, sei donna, non ti piacciono i compromessi.
Il mondo ha bisogno di te, sai che è giunto il tuo momento, sai che il futuro sei tu, sai che solo tu puoi interrompere questa triste ed inesorabile discesa, questo girone infernale.
Ma l’uomo dall’elmo con il folto e bel piumaggio colorato, non  accetta di buon grado la tua superiorità .. perché sa che perderebbe la sua, perché lui deve essere il capobranco.

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Si limita a farti serenate, a donarti un fiore nelle giornate di rito.
Ma tu, in silenzio già soffri, non senti più la sua musica nel cuore ed i fiori sono solo un triste e vuoto rito.
Piangi, fa freddo intorno e dentro te.
Sogni di volare via da chi ti vuole come una bella bambola tutta sua.
Da chi arriva ad ucciderti mentre afferma “sei mia, solo mia” …. e ti uccide per amore .. uccide la sua bella bambolina, la sua donna, la sua conquista.

Un’altra vittima, l’ennesima vittima.

Un altro titolo sui giornali, Altre ore di programmi televisivi a parlar di stupri, di mancata parità di diritti, di percosse, di femminicidio.
Fa freddo in questo mondo dove regna l’indifferenza, dove le parole non contano più nulla, dove non vi è più spazio per i sentimenti, per i valori.
Dove la gente va di fretta come in un vecchio film proiettato sul muro.

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Alzati, meraviglia dell’universo, il soldato ha perso.

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Ora è giunto il tempo della regina. Tocca a lei rimettere in pari le lancette dell’orologio della vita.

Donghi Giuseppe

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LA VITA

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Titolo. La Vita  –  Dimensioni. Cm. 90×50 –  Tecnica. Mista Base acrilica rifinito ad olio

Supporto  Tela,  preparata con colla e stucco acrilico

 Pubblicato in ” LA MIA ARTE OGGI – sezione PITTURA”

A te Donna, simbolo assoluto di bellezza, di amore, forza, sovente esposta alla fragilità di tutti coloro che seguono l’istinto, il cuore e l’interiorità.

Stai raggomitolata …  come la nuova vita che sta dentro te. 

Cresce in te, si nutre di te, è parte di te.

Poi un giorno a primavera, all’improvviso sboccerà una nuova vita, come sboccia una bella ninfea.

Bellissima, delicata .. tinta di bianco, quasi trasparente come bianco alabastro, che raccoglie le tinte che  la  circondano donando a noi tutta la tua e la sua bellezza.

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Come in un sogno, mi piace pensarvi galleggiare sulla superficie dell’acqua, lasciandovi cullare dal dolce muoversi dell’onda e dalla brezza. Circondati da larghe foglie che fanno da culla.

Mentre tu, Cara Amata mia, affondi le tue radici nel ventre della terra.

E’ il magnifico disegno della natura che si compie.

Ecco ora il sogno è realtà, una nuova vita inizia quel fantastico viaggio sempre in curva dove non puoi tornare indietro.

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La vita ti è stata donata, frutto di un gesto d’amore .. forse di violenza o indifferenza … ma ora ci sei, e tutto ciò ti appartiene, devi continuare, scoprire cosa vi è oltre, ogni istante, ogni giorno.

Un viaggio entusiasmante anche quando la curva si fa stretta ed in salita …. perché come la ninfea a primavera ritornerà a fiorire.

Donghi Giuseppe  

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Settima edizione della “Settimana dell’Arte” ABC (Associazione Brenna Cultura)

Cresce ancora … e di nuovo centra l’obiettivo.

Col termine del corso di pittura, si è passati subito ad allestire la “Settimana dell’Arte” . Un appuntamento che è diventato una consuetudine per un pubblico sempre in crescita.

Ogni anno L’Associazione ABC (Brenna Cultura) cerca di offrire valide alternative nel campo culturale, rivolgendosi in particolar modo verso Giovani, Bambini e genitori, di conseguenza, nonni, parenti e tutta la cittadinanza brennese. Perché credo che è in quell’ambito che dobbiamo insistere se vogliamo che questo appuntamento, sia un momento di aggregazione e di provare ad uscire un attimo dalla solita routine quotidiana e magari approfittare delle occasioni proposte per provare a cimentarsi in allegria a fare qualche cosa che avremmo voluto fare da sempre ma che per un motivo o per un altro non siamo riusciti a fare fino ad ora.

IL CORSO DI PITTURA                                   Cliccare sulle immagini per ingrandirle

Giunto al suo 12° anno, è sempre cresciuto di numero, ma la mia soddisfazione massima è vedere i risultati raggiunti, quest’anno gli allievi erano 21,  nel prossimo corso supereremo i 25 allievi provenienti da tutto il circondario oltre ai brennesi .. cercheremo di dare sempre il massimo anche se gli allievi sono tanti, già da ora ho il validissimo aiuto del Maestro Molteni Renato di Erba, con il prossimo appuntamento avrò il piacere di avere un’altra insegnante che seguirà i nuovi arrivi.

Che dire?

Credo che questo corso oramai sia un punto di riferimento nel suo genere visti i commenti ed i risultati.

ALCUNE OPERE DEGLI ALLIEVI ED ALLIEVE DEL CORSO 2013

Posso solo dire che questa mia esperienza oramai trentennale prima a Carugo, poi a Giussano ed ora a Brenna mi ha fatto capire che vi sono molte persone che hanno voglia di Cultura, Arte, e tutto ciò che ci fa guardare oltre la punta delle nostre scarpe e capire che nella vita non è detto che dobbiamo camminare tutti dove la strada è dritta e ben tracciata … ma provare ad inventarci ogni istante per rendere questo viaggio interessante, bello .. perché, non dobbiamo dimenticarci mai che l’Uomo non è nulla senza la cultura.

CONTINUANDO

La  7° edizione della “SETTIMANA DELL’ARTE”   (non sto ad elencare tutto …. in internet si può trovare il programma)

Ad esempio vedi qui

http://www.storiadibrenna.it/blog/?p=937″>http://www.storiadibrenna.it/blog/?p=937

Preferisco documentare il tutto con delle immagini, che credo diano immediatamente l’idea di ciò che è avvenuto.

LABORATORIO  “IL RITMO” per bambini ed adolescenti, a cura di Ivo Dicioccio.

 

LEGGISTORIE pomeridiano per bambini ed adolescenti, a cura di Gianni Trezzi

LEGGISTORIE serale per adulti, a cura di Gianni Trezzi

LEZIONE INTERATTIVA SULLA DISOSTRUZIONE PEDIATRICA DELLE VIE AEREE, a cura di Anna Ziccardi e – CRI – Croce Rossa di Cantù –

LABORATORIO DI PITTURA per bambini ed adolescenti “ DIPINGIAMO SUI SASSI” a cura di Donghi Giuseppe

httpv://www.youtube.com/watch?v=vUXPfFtN7yk&amp;feature=c4-overview&amp;list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw

 

GRUPPO MERLETTAIE BRENNA 

VARIE

Posso solo aggiungere che tutto è andato magnificamente bene, è venuta parecchia gente a trovarci un po’ da ovunque e questo mi da la forza di insistere nel proporre nuove idee e cercare di mandare avanti questo meraviglioso gruppo che mi circonda con grande passione e voglia di fare.

Per questo voglio ringraziare tutti gli allievi, i genitori che ci hanno affidato i bimbi negli spazi dedicati a loro ( quest’anno siete stati tantissimi, giunti anche dalle scuole di altri paesi).

Le mamme ed i papà che hanno fatto da Staff, che si sono date da fare per preparare dolci, torte, pizze per le merende .. insomma non finirò mai di ripetere che sono circondato da un folto gruppo di belle persone. Citarvi tutti per nome verrebbe un elenco lunghissimo per cui grazie a tutti, grazie perché so che avete dato tutto quello che vi era possibile dare. Un abbraccio a tutti.

Per finire MA NON PER ULTIME .. vorrei dire grazie anche alle nostre consociate “Merlettaie di Brenna” che oltre a mettersi a disposizione per chiunque volesse provare per la prima volta o ritornare ad arricchirsi con l’Arte del Merletto, hanno anche esposto una preziosissima collezione di merletti di valore inestimabile prestati per l’occasione da privati, che esposti insieme ai dipinti dei Maestri Donghi e Molteni ed a tutti quelli degli allievi del corso di pittura hanno fatto si che la mostra quest’anno era davvero ad altissimo livello e molto apprezzata..

Ora il loro lavoro prosegue fino a tutto luglio con la scuola di pizzo per Ragazze e ragazzi e già vi sono un buon numero di iscritti.

ABC con questo evento a fine luglio chiuderà per la pausa estiva … pensando già ai nuovi progetti per l’autunno, il mercatino di Natale in piazza ed il programma del prossimo anno che inizierà subito a gennaio con il corso di pittura ecc. ecc..

L’Associazione ringrazia Il Comune di Brenna per la collaborazione.

BCC Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù – Filiale di Brenna, per il contributo.

Donghi Giuseppe – Presidente ABC

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L’OBLIO DELLA RAGIONE

Da un po’ di tempo mi frulla in testa una domanda: “ma l’Italia è ancora il Bel Paese?”.

Semplicemente perché girando e rigirando in lungo ed in largo la nostra Italia, io la vedo sempre più brutta. Incuria, caos, dissesto geologico, il suo espandersi senza una logica pensando al futuro. Esattamente al contrario di ciò che hanno fatto i nostri predecessori fino a pochissimi anni fa, consegnandoci un patrimonio artistico, culturale, paesaggistico di immensa bellezza .. tanto che tutto il mondo ce lo invidia.

E noi cosa facciamo? Lo lasciamo alla decadenza più becera che si possa immaginare, e questo è solo un punto di questa discussione. Potremmo parlare per dei mesi di quel filo che si è rotto improvvisamente fra l’uso della ragione ed il mero vantaggio del Dio denaro, dello spregevole comportamento di questa politica che si nutre di interessi privati a sfavore del bene comune.

Ciò che più mi colpisce girando per l’Italia è la sua spregiudicata cementificazione senza senso, ogni prato può essere cementificato, e se non lo è ora, lo sarà magari con la prossima legislatura, con la prossima giunta comunale che andrà a gestire il territorio locale.

PERCHE’ PARLARE DI CEMENTIFICAZIONE SU DI UN BLOG CHE NASCE ESCLUSIVAMENTE PER PARLARE DI ARTE E DI CULTURA?

Semplice, perché parlare del bello, nel senso più ampio del termine è parlare di CULTURA.

Dove è finita l’armonia delle città, dei paesi che si integravano con il paesaggio tipico della zona?

Dove è finita la campagna? Dove è finito il buon gusto di costruire case belle, monumenti, opere d’arte?

Perché non molti anni fa quando una nuova casa arrivava al tetto i muratori issavano la bandiera italiana su di esso? Semplice, perché una famiglia finalmente era riuscita dopo tanti sacrifici a costruirsi  una casetta ove abitarci in modo più decoroso, di fatto si costruiva solo per bisogno.

OGGI sarebbe bello vedere tante bandiere al posto di ogni casa o capannone abbattuto  … che ha invaso, depauperato inutilmente e per sempre a macchia di leopardo tutto il territorio Italiano a solo scopo speculativo o fonte di facile investimento tanto da farmi pensare che gli imprenditori .. gli immobiliaristi, gli Italiani tutti, siano convinti che l’unica risorsa – ricchezza  .. in Italia sia il costruire case, capannoni, strade e le così impropriamente dette grandi opere che quasi sempre servono per ulteriore espansione del cemento … se così fosse ( come in effetti sembra) il titolo di questa chiacchierata L’OBLIO DELLA RAGIONE calza perfettamente.

A questo punto viene da chiedersi MA LA COLPA DI TUTTO CIO’ DI CHI E’?

Già di chi è la colpa?   SEMPLICE, eccola!

httpv://www.youtube.com/watch?v=9cP_ZaIJ_c4&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw&index=4

 

Eppure la COSTITUZIONE ITALIANA parla chiaro … ma i governi che si sono succeduti in questi ultimi anni hanno continuato con decreti legge, scappatoie di ogni genere, postille varie, dimezzato  personale, soldi, tempo fisico per intervenire, (da 90 a 45 giorni) a coloro (soprintendenza) che sono addetti al controllo dei beni culturali (patrimonio di tutti i cittadini paesaggio compreso) fino ad

arrivare al silenzio assenso .. ulteriormente degenerato dal Sig. Monti … introducendone una nuova versione: il silenzio-abdicazione. Si demanda di fatto ogni decisione ai Comuni che dappertutto, con un sottobosco di deleghe e subdeleghe, gestiscono il territorio in funzione di manovre elettorali e degli interessi dei costruttori.  (Di Salvatore Settis   .. Da La Repubblica del 21/10/2012.).

http://triskel182.wordpress.com/2012/10/21/ambiente-i-falsi-difensori-del-paesaggio-che-violano-la-costituzionesalvatore-settis/

 

 httpv://www.youtube.com/watch?v=i74ZqTWXcb0&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw&index=1

LA COSTITUZIONE afferma:

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione» (art. 9 ).

La Costituzione è ancora vigente, così come è stata scritta ..ed allora come si è arrivati con decreti, decretini, postille e trucchi da palcoscenico a questa situazione?

Come ci si pone davanti a questo dilemma? La Costituzione è compatibile con gli scempi criminali dettati della falsa economia? Se non lo è  come si risolve questo procedimento irresponsabile ed ottuso? Archiviando la Costituzione, oppure agendo su questa politica che politica non è, o su questo modello aberrante di economia?.

httpv://www.youtube.com/watch?v=uJVb-Ax5Vpc&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw&index=2

L’Italia è quasi arrivata al punto di non ritorno, nessun paese europeo cementifica e lascia al suo destino la maggior parte dei beni culturali, architettonici, archeologici e paesaggistici quanto noi .. non si investe sulla scuola, sulla famiglia, sul sociale, si fanno tagli su tutto, però per risollevare il paese bisogna consumare, produrre, costruire, costruire per chi se in Italia siamo sempre circa 60.000.000 di abitanti? …. MA CHI CREDE ANCORA ALLA BEFANA?

Eppure tutto ciò è possibile perché la colpa è anche del cittadino che crede ancora nelle promesse elettorali, si diverte a guardare in TV le commedie tragicomiche dei nostri politicanti, si disinteressa sperando che la “cosa” qualcuno la risolva.

Si vive con la convinzione che nulla si possa fare .. che tanto è inutile perché faranno sempre quello che vogliono o che vuole il mercato e non i nostri veri bisogni.

Questo modo di pensare non fa altro che agevolare questo sistema  ed è MIA convinzione che chi cresce nella merda, alla fine non sente più neanche l’odore .. e mi rivolgo alle nuove generazioni perché saranno loro a vivere questo futuro “ Non arrendetevi, non abituatevi al degrado .. perché esso lentamente si insinua nelle nostre abitudini, rende apatici ed insensibili, tende a massificare tutto, a togliere la voglia di trovare nuove vie di sviluppo possibile, senza arrivare a consumare  l’ultimo lembo di terra ancora libero …. E mentre l’aria diventa sempre più irrespirabile non dimentichiamoci la nostra storia, fatta di ingegno, cultura, arte, laboriosità, il tutto in un territorio fra i più belli al mondo.

Basta con questo tipo di politica … occorre una forte ribellione di massa. Bisogna voltare pagina, serve una rivoluzione culturale, un nuovo rinascimento.

http://www.youtube.com/watch?v=grJNlxQsqtE

 

Purtroppo io non credo che l’Italia ce la possa fare.    (forse …. in un futuro ancora lontano)

Ho partecipato a molti dibattiti su questo argomento fra il pubblico e come relatore, ma purtroppo solo in rari casi ho visto una larga partecipazione di cittadini pur in presenza di personaggi di fama nazionale e mondiale … anche nel nostro piccolo Paesello abbiamo tentato di coinvolgere i cittadini, i sindaci dei comuni limitrofi, politici a livello regionale … ma con che partecipazione da parte dei compaesani e non? Eppure il tema riguardava il nostro territorio, lo scempio compiuto e quello ancora in atto … nonostante ciò, sembra che non interessi a nessuno.

Ora siamo di nuovo in campagna elettorale … ma nonostante poco tempo fa erano tutti concordi che in Italia bisogna rilanciare il turismo, risanare il territorio, preservare l’arte ed il paesaggio, qualcuno ha sentito PARLARE DI TUTTO CIO’ nei programmi elettorali dei vari schieramenti politici?

Tutta questa irresponsabilità mi ha portato a NON credere più nella nostra politica, nelle varie istituzioni, in una buona parte del popolo italiano da nord a sud senza nessuna distinzione.

(ovviamente sono esclusi da questa mia convinzione gli onesti e tutti coloro che, con grande impegno e rettitudine portano avanti le loro battaglie a favore del bene pubblico)

Quindi a malincuore faccio un passo di lato ed esco da questo coro stonato, senza però smettere di cantare, dedicandomi alla vita, alla mia Arte ed all’Arte in generale, alla Cultura, a questo argomento sopracitato ma solo in ambienti in cui la Ragione ha ancora il suo peso, sempre comunque pronto ad una rivoluzione culturale di massa.

Donghi Giuseppe

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– Il valore nelle orme del cuore – il libro di MARIA LAMPA –

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La scrittrice Maria Lampa  ha espresso il desiderio che fossi io a realizzare il video che presenti con immagini ed elaborazioni mie, il suo libro dal titolo IL VALORE NELLE ORME DEL CUORE  edito da  CASA EDITRICE MARCELLI di Ancona

IL VIDEO  E’ PUBBLICATO NELLA SEZIONE  VIDEO E FOTOGRAFIA

Clicca sul link o direttamente dal tasto  sezione > VIDEO o FOTOGRAFIA sulla ome page del mio Blog.

 

https://www.youtube.com/watch?v=D0wUDJwmpOk&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw

http://www.youtube.com/watch?v=D0wUDJwmpOk

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CORSO DI PITTURA – a Brenna CO –

LOGO RIDOTTO 1500x1377 Corso di PitturaMartedi’ 8 Gennaio Inizia il CORSO DI PITTURA del Maestro DONGHI GIUSEPPE, con il validissimo aiuto del Pittore ed amico MOLTENI RENATO. Il Corso si protrarra’ tutti i martedì dalle ore 21 alle 23 … 23/45 (per gli allievi che vogliono rimanere).

SE QUALCUNO VOLESSE PARTECIPARE ABBIAMO UNO / “DUE” POSTI A DISPOSIZIONE. Per chi è interessato  info@donghigiuseppe.itfbook 1 - Copia copia

( ovviamente per l’eventuale partecipazione vale la data della mail ).

LE ISCRIZIONI SONO CHIUSE in data 5 Gennaio 2013 …  BENVENUTI AI NUOVI ISCRITTI

Donghi Giuseppe

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Donghi Giuseppe a Castelfidardo -AN-

DONGHI GIUSEPPE a  Castelfidardo -AN-   Ottobre 2012

Domenica su RAI 3 Regionale delle Marche  –  AGORADIO La radio che ti ascolta FM 93.100  –  Rivista ML Mondo Lavoro.

Cliccare sulle foto  per ingrandirle

 

   IMG_5809RIDOTTA 587 RIDOTTA 362 RIDOTTA 161  IMG_6404 IMG_6396                                                                          

httpv://www.youtube.com/watch?v=MgCaNxmWiZw&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw&index=1&feature=plcp

TVRS Intervista DONGHI GIUSEPPE ed i vari relatori intervenuti alla manifestazione INCONTRIAMOCI TRA LE RIGHE Ideata dalla scrittrice Maria Lampa – Castelfidardo AN  Ottobre 20112

 

RELATORI:

  • GIANCARLO  TRAPANESE   (Vicecaporedattore RAI 3 Marche e Scrittore)
  • RICCARDO  RONI  (Docente Università di Urbino)
  • DONGHI  GIUSEPPE  (Pittore)
  • ASMAE  DACHAN   (Giornalista, Scrittrice)
  • MARIA  LAMPA   (Scrittrice)

Oltre a molti interventi culturali faranno da cornice le opere esposte di DONGHI GIUSEPPE  –   PATRIZIA FALCONETTI  –  PAOLA SARACINI

 

 

httpv://www.whymarche.com/blog/2012/10/17/incontriamoci-tra-le-righe/

httpv://www.youtube.com/watch?v=M5k9fa7K5mc&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw&index=3&feature=plcp

Prima parte.

httpv://www.youtube.com/watch?v=xnMaYesVKy4&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw&index=2&feature=plcp

Seconda parte.

httpv://www.youtube.com/watch?v=GQy4oMA4444&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw

Terza e ultima parte.

 

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