L’ALBERO BIANCO

Titolo  L’ALBERO BIANCO

Dimensioni CM. 90 x 55

Tecnica Dipinto su tavola multistrato, le figure sono eseguite con colori acrilici ed a olio.

I rilievi – Impasto di gesso, cemento bianco, sabbia, colle viniliche e stucco sintetico.

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Uno dei miei dipinti storici ed anche dei più enigmatici e personali tanto che, venne esposto solo in due mie personali e poi lo ritirai dalla circolazione per potermelo godere a lungo appeso ad una parete del mio studio.

 

Quell’albero laggiù in fondo al prato attirava la mia attenzione ogni volta che ci passavo vicino .. non mi sono mai chiesto il perché.                                                                     Forse, il ricordo di quando da bambino mi soffermavo a guardare le oche, le galline, i conigli e le anatre che vi erano nel recinto di rete metallica che circondava un pezzo di terreno tutto intorno all’albero.

Forse, perché era laggiù in fondo, isolato, forse il mutare dei suoi colori durante le stagioni, oppure i suoi rami nudi d’inverno, simili a lunghi capelli che si innalzavano nel cielo.

Forse, la luce del sole che lo illuminava di primo mattino … radente, incisiva, di tinte fredde nelle ombre,  poco aranciate in luce … poi, man mano che il sole saliva le ombre si spostavano fino ad occupare solo lo spazio sottostante .. in modo che gli animali del pollaio, nelle ore più calde si rifugiavano per rinfrescarsi … verso sera tutto si dorava .. la luce calda del tramonto imminente rendeva magica la scena per l’ennesima volta mutata, ritornavano di nuovo le ombre lunghe ma dalla parte opposta a quelle del mattino … fino a che tutto si placava … mentre gli animali si apprestavano a salire su una sorta di scaletta di legno per passare la notte .. aspettando una nuova alba annunciata dal canto del gallo.

Questo mutare degli eventi, delle luci e dei colori …. continuava a stuzzicare la mia sensibilità e la voglia di dipingere ogni momento della giornata fino a che un giorno decisi di incominciare … mi recai tre volte sul posto, una volta al mattino, una a mezzogiorno ed infine al tramonto … realizzai tre bei dipinti, ma tutto finiva li .. oltre la bella immagine .. non trovavo nulla che raccontasse il trascorrere delle ore.

Per chi dipinge con la mia passione, in pratica risultò una sorta di battaglia non vinta, fino a che un giorno passeggiando con Laura ed Toby ripassammo da quelle parti … l’albero era sempre li .. della rete di recinzione ne era rimasta solo una piccola parte, il pollaio non c’era più .. peccato commentai dentro me e proseguimmo fin laggiù in fondo al prato.

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Ad un tratto dissi .. Laura fermiamoci un attimo su questa balza erbosa … oggi c’è una luce particolare, guarda che bello l’albero.

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Passarono pochissimi minuti, non più di cinque,  esclamai  “ci sono, ho trovato la soluzione … in un solo dipinto racconterò il trascorrere del tempo.”

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Dipingerò tutto di bianco … lascerò che sia la luce che illuminerà il dipinto a fare tutto, metterò delle parti in rilievo così proietteranno le ombre ora con la luce di una finestra, ora con quella di un’altra e di sera quando accenderemo la luce in casa cambierà di nuovo perché lo illuminerà da sopra … proprio come a mezzogiorno … il resto sarà una sorpresa.

Ed ecco il risultato.

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Il dipinto rimase per qualche anno appeso alle nostre pareti, fino a che un terribile terremoto in Abruzzo distrusse l’Aquila e molti paesi della zona circostante.

Da tutte le parti d’Italia partirono subito molte iniziative per aiutare la popolazione Abruzzese.

Mi fu chiesto se avessi aderito ad un progetto dal titolo  PER L’AQUILA

Organizzato dal “Coordinamento Iniziative Umanitarie Inverigo” e da tutte le Associazioni inverighesi che lo compongono.                                                      L’iniziativa di solidarietà si è tenuta presso la Galleria “Circolo Culturale Togunà” di Inverigo -CO-

Come dire di no? Decisi di donare per questa stupenda iniziativa proprio questo dipinto. L’ALBERO BIANCO.

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L’evento si è svolto il 23 Ottobre 2009

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Donghi Giuseppe

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Donghi Giuseppe e Filomondo onlus -Ancona-

31 Ottobre 2014 Senigallia – Ancona –

Dopo il successo dello scorso anno all’Istituto Alberghiero di Loreto, l’Associazione Filomondo.onlus di Ancona ha organizzato, il prossimo 31 ottobre alle ore 19,30, una cena di gala presso l’Istituto alberghiero “A. Panzini” di Senigallia, con lo scopo di raccogliere fondi a sostegno dei bambini ospitati negli orfanotrofi in Buriazia, una regione della Siberia.

In virtù del riconosciuto valore sociale, artistico e culturale, l’iniziativa ha ottenuto  il patrocinio di Ombudsman delle Marche – Autorità per la garanzia dei diritti degli adulti e dei bambini – dell’Assemblea legislativa delle Marche e il sostegno del CSV Marche (Centro servizi per il volontariato).

Il Video è disponibile anche sul mio canale You Tube

-1750 -1762 DSC_3816-1024x678 copia copia -1773-2 Opera Pittorica di Donghi Giuseppe                                     Cliccare sulle fotografie per ingrandirle

Le foto si riferiscono al momento della donazione del dipinto all’Associazione Filomondo onlus di Ancona. durante l’eventoINCONTRIAMOCI TRA LE RIGHE a Castelfidardo.

Manifestazione giunta alla sesta edizione ed organizzata da Maria LampaScrittrice ed instancabile organizzatrice di eventi Culturali

Donghi Giuseppe

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LEDA ?

Titolo Leda?

Tecnica  Fondo preparato con colle, stucchi plastici e sabbia finissima,
imprimitura ad acrilico e finito con colori ad olio.
Supporto Laminato plastico.  Dimensioni  CM. 100 x 55

Leda, nella mitologia greca era Moglie di Tindaro, grande guerriero e Re di Sparta.           La Leggenda, narra che Zeus, capo di tutti gli dei dell’Olimpo, il Dio del cielo e del tuono, si innamorò di Leda e per poterla raggiungere scese dal cielo, si trasformò in un candido cigno, e avvicinandosi a Lei che stava riposando sulle rive del fiume Eurota, la svegliò facendosi notare starnazzando d’ali, e con il suo lungo ed elegante collo incominciò ad accarezzarla amorosamente sui capelli, sul viso fino ad insinuarsi tra le sue braccia accoppiandosi.
Non è certo questo racconto mitologico che mi ha dato lo spunto per realizzare questo dipinto.
La donna nelle mie opere è un tema che mi sta a cuore da sempre.
Questa volta camminando in silenzio sui monti, ammiravo l’infinita bellezza della natura, quassù è sempre tutto molto più chiaro, sei libero da ogni legame con tutto ciò che accade laggiù, siamo soli, senti il cuore battere dentro te, il vento che ti accarezza, il sole è brillante, l’aria leggera, il cielo azzurro intenso, a tratti macchiato da nuvole bianchissime dalle mille forme mutanti.
Ti accorgi di quanta bellezza esiste intorno a noi .. tutta questa meraviglia ti avvolge e ti sconvolge e non puoi fare a meno di pensare all’irresponsabilità dell’uomo che senza nessun indugio, ogni giorno ne distrugge un pezzo …Come se il tutto fosse suo. Tutto questo mi porta a pensare alla storia umana su questo lembo di terra che naviga nell’infinito, alla grandezza dell’uomo, alle sue meravigliose scoperte ma … anche alle guerre per prevalere su altri esseri umani, guerre assurde per un credere religioso .. ah che guaio le religioni … ed intanto cammini, ti guardi attorno.
Poco prima di arrivare in cima, mia moglie Laura mi fa notare una cordata di tre donne che stavano salendo su di una parete rocciosa in maglietta e pantaloncini corti … ottima occasione per fermarci a riposare un po’ guardando quelle donne salire come ragni aggrappati alle rocce.
Ci sediamo su dei massi … Laura ad un tratto mi dice:  “ora non è più come qualche anno fa, di donne che scalano oramai se ne incontrano tante, che pilotano aerei, che fanno tutto quanto fa l’uomo maschio, ed a volte anche con più passione e tenacia” … Vero risposi io .. guardandola seduta su quel masso.
Ecco, è in questo preciso momento che nasce il dipinto che illustra questo scritto. Leda?

Guardavo Laura seduta sul sasso, alle sue parole appena pronunciate a proposito delle donne.
La vidi seduta non più su di un masso, ma su di una casa, con il camino che fuma in un ambiente magico fatto di cielo cupo e di candida neve ovunque, lei nuda … come è nuda la natura davanti all’universo, nuda come la madre terra, come pietra al sole, limpida, come è limpido il mare più bello che va a toccare il cielo laggiù in fondo all’orizzonte, bella come tutto ciò che ci circonda quassù.

Ed il Cigno? (Incontrato poche ore prima in un piccolo laghetto a fondovalle.)

Ecco allora .. ritornarmi nella mente la leggenda mitologica di Leda concupita da Zeus trasformatosi in cigno.
E ripenso di nuovo all’uomo maschio, al mondo costruito da maschi e per i maschi, per le sue guerre, per le sue manie di grandezza, capace di costruire meraviglie ma anche di distruggerle … e non solo ciò che ha costruito.
Nei millenni ha distrutto, deturpato, stravolto, inquinato il pianeta come se fosse lui il padrone di tutto ciò.
Come se fosse il Re degli Dei in grado di camuffarsi dietro altre sembianze per concupire, spadroneggiare, dettare legge su tutto e su tutti.
Quindi tornando alla donna mi pongo una domanda: quanto è cambiato da quel racconto mitologico ad oggi?
La donna fino a pochi anni fa non aveva neanche il diritto di voto nella nostra civile Italia, in molti paesi la donna vale meno di una pecora, di un vitello, a volte la si elimina alla nascita … ed in certe parti del mondo a causa dell’uomo o di fanatismo religioso, quali menomazioni fisiche e morali devono ancora subire?
Nel mondo così detto civile  .. Italia in prima fila, perché se un maschio si accoppia con tante donne è un rispettato donnaiolo .. è un maschio Italiano, mediterraneo … mentre se una donna si innamora di un altro è una puttana?

Perché se una donna è maltrattata dal suo compagno .. o semplicemente non vi è più amore fra di loro e lei decide di andarsene e rifarsi una nuova vita Lui la ammazza?
Per amore dice Lui … tu sei mia non puoi essere di nessun altro.
Mia? Mia come un oggetto, come la pecora ed il cammello.
Tutto questo ancora oggi.
Perché oggi purtroppo sono ancora pochi gli uomini che sanno amare senza nulla pretendere, amare per la gioia di condividere corpo e sentimenti, donarsi reciprocamente, cogliere da lei la sua parte femminile per completarsi e donare a lei la nostra ..  così da diventare grandi, capaci di amare, di nutrirsi uno nell’altro .. tanto da diventare come lo splendore della natura che ci ha circondato oggi lassù, dove il raglio di certi uomini non può giungere così in alto … costretto a lamentarsi laggiù legato al palo che lui stesso ha conficcato nel terreno … o come il gallo Re o Dio del suo piccolo pollaio.


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Dipinto e testo di Donghi Giuseppe

Donghi Giuseppe

 

 

 

 

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8° edizione della “Settimana dell’Arte” ABC (Associazione Brenna Cultura)

a4-724x1024 - Copia - CopiaEd eccomi di nuovo (anche se in ritardo) a raccontare con parole ed immagini l’8° Settimana dell’Arte 2014, che a Giugno, in coincidenza con la chiusura delle scuole, chiude i programmi dell’Associazione ABC (Associazione Brenna Cultura) per riprendere poi in Autunno con nuove iniziative, anche in collaborazione con gruppi ed associazioni che abbiano voglia di collaborare o proporre progetti culturali da portare avanti insieme.

Ma ritorniamo alla Settimana dell’Arte, nata principalmente per esporre i dipinti degli allievi del Corso di Pittura, delle mie opere e quelle di vari artisti ospiti.
Con il trascorrere degli anni (siamo all’ottava edizione), l’evento si è molto evoluto.
Rimane sempre uno spazio espositivo per gli allievi e per gli insegnanti del Corso di Pittura … che ora, visto il successo ed il numero sempre in aumento degli allievi, i Maestri addetti all’insegnamento sono diventati tre.
Donghi Giuseppe, con il validissimo aiuto dei Maestri Renato Molteni e Mariacristina Biondi.

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CORSO DI PITTURA 545x     http:// www.donghigiuseppe.it/blog/?p=1823

La settimana si svolge offrendo al pubblico eventi che coinvolgano i bambini ed i ragazzi della scuola primaria e media, i genitori, i nonni e tutti coloro che abbiano voglia di partecipare alle nostre numerose proposte.
Proposte di carattere culturale, artistico, che spaziano dai laboratori di pittura, musica, intrattenimento serio e comico per bambini ed adulti, concerti che comprendono musica e testi dialettali, folk … fino al Rock.
Ogni artista ha contribuito a mettere in risalto l’importanza della cultura nella nostra vita quotidiana.
La cultura come gioia interiore per noi stessi, gioia che possiamo trasmettere a moltissime persone che ci circondano.

“Arte come una fiamma che arde dentro, una fiamma che si alimenta con la passione, l’impegno continuo, l’entusiasmo, le sconfitte e le gioie… di continue battaglie dentro noi, per raggiungere, realizzare il nostro sogno.
L’Arte e la Cultura sono anche motivo di aggregazione, condivisione, scambio di opinioni, di sapere, di esperienze … che non possono altro che generare un nuovo modo di vivere la nostra esistenza, semplicemente salendo su questo veicolo che ha mille porte, ed ognuna di esse ne apre altre mille” ( Donghi Giuseppe)

…. O per dirlo con parole più autorevoli delle mie “ Tutte le arti contribuiscono all’Arte più grande di tutte: quella di vivere.” ( Bertolt Brecht).

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Sta a noi scegliere cosa fare e dove andare , l’importante è riconoscere i nostri limiti ed i pregi, sapendo fermarci nel posto più vicino ai nostri sogni.
Chi non ha sogni, non ha nulla davanti a se.
Chi sogna ha solo due possibilità, lasciare che il sogno svanisca, oppure cercare di concretizzarlo.
Questo comporta dedizione, fatica e tempo … ma alla fine rimane dentro noi una gioia inspiegabile, ci sentiamo appagati al punto di desiderare che questo accada anche alle persone che ti circondano.

Piccole formiche che si ingegnano per fare in modo che tutte le bellezze, l’Arte e la Cultura, giunta fino a noi, grazie a chi ci ha preceduto rimangano tali … e lavorare per lasciare ai posteri queste e nuove meraviglie.

Lo so che tutto sembra andare nel lato opposto, ma io sto dalla parte delle formiche, nella speranza che diventino la regola e non l’eccezione.

A tal proposito è doveroso ringraziare tutte le persone che collaborano alla realizzazione di questo progetto e molti altri. Laura Alberti, Paolo Colombo, Anna Betto, Annalisa Croci ed il gruppo delle merlettaie, Franco Ballabio, Dino Ballabio, Fabio Cappellini, Francesca Donghi, Tutte le mamme, le allieve e gli allievi del corso di pittura che si sono impegnati a collaborare per fare in modo che tutti i laboratori riuscissero nel migliore dei modi ed a preparare con le proprie mani le merende dei bimbi.                                                       L’Associazione ringrazia Il Comune di Brenna per la collaborazione. fbook 1 - Copia copia - Copia

BCC Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù – Filiale di Brenna, per il contributo. 377(2)

Donghi Giuseppe Presidente ABC ————————————————————————————————————

 

 Ecco le FOTOGRAFIE di tutti gli eventi  della  -SETTIMANA DELL’ARTE- 2014      Le Foto sono di Laura Alberti e Donghi Giuseppe

Cliccare sulle immagini per ingrandirle  e proseguire nella visione.

 

MOSTRA DI PITTURA degli ALLIEVI del CORSO DI PITTURA

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 I MAESTRI DEL CORSO DI PITTURA 

DONGHI GIUSEPPE  –  RENATO MOLTENI  –  MARIACRISTINA BIONDI

 

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LABORATORIO SPETTACOLO PER BAMBINI E GENITORI – A cura di IRMA MOGIA

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 FILASTROCCA DI ALICE – SPETTACOLO E LABORATORIO – A cura di                ILONA COLOMBO

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ALIMENTAZIONE E SALUTE; C’E’ ANCORA QUALCOSA DA SAPERE? A cura del Dott.  SERGIO CASATI e (Associazione Donarsi

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I BAMBINI E LE LORO MAESTRE della Scuola Primaria F. Casati di Brenna CO Vengono a VISITARE LA MOSTRA … Un incontro bellissimo ed interessantissimo. A cura di Donghi Giuseppe

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LABORATORIO DI PITTURA PER BAMBINI ” DIPINGIAMO SUI SASSI” a cura del Maestro Donghi Giuseppe

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MOSTRA MERLETTO a cura del GRUPPO MERLETTO DI BRENNA

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CONCERTO IN P.ZZA XXV APRILE – Brenna CO  – Con i favolosi  – OLD & YUNGER

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VARIE SETTIMANA DELL’ARTE

 Fotografie di Laura Alberti e Donghi Giuseppe

 

 

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Arriva la Primavera e .. l’Inverno se ne va (2 dipinti)

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Titolo – Arriva la Primavera

Dimensioni – 85 x 60 (circa)

Tecnica – Per il paesaggio Colori ad olio su tavola  –

Per la figura applicata – Olio su tela

Arriva la Primavera
Eccola, arriva la Primavera, è come un lento risveglio dal letargo.
Le giornate si allungano, le ombre si accorciano, il sole è più alto e comincia ad intiepidire l’aria.
I prati si spogliano del manto brullo invernale e si tingono di nuovi colori, ecco le prime Margherite, i fiori gialli del Tarassaco, ai bordi del bosco, sulle balze del terreno esposto a sud spiccano le Primule, le Anemoni, le Violette, ed i Crocus.
Nelle zone umide del sottobosco esposto al sole ecco i Bucaneve.
Gli alberi incominciano a vestirsi di nuove foglie e quelli da frutta si tingono di rosa e bianco.
Gli uccelli si danno un gran da fare .. è giunta l’ora degli amori, si scambiano riti e cinguettii, volteggiano veloci nel cielo … è giunto il tempo di preparare un nuovo nido.
I torrenti rumoreggiano, lassù in alto le nevi incominciano a sciogliersi.
La Primavera si fa sentire anche dentro noi … i primi tepori fanno spalancare le finestre, il vociare nella via è più allegro, viene la voglia di fare le prime passeggiate in campagna ed in montagna.

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E’ il tempo degli amori, il corpo lentamente si ritempra, si scrolla da dosso i lunghi mesi invernali, di giornate gelide, di sole pallido che scende presto all’orizzonte e che al mattino non vuole mai alzarsi, di camini, stufe e caloriferi accesi.
Stupenda la Primavera … è come una bella donna che appare ad una finestra e cosparge di fiori le vie, le aiuole, gli orti, i campi … tinge il cielo di azzurro, fa ritornare le rondini, i Gerani sui balconi e gli uomini, come i fiori nei campi, ritornano a rifiorire.

Vero!! Tutto vero … ed il dipinto da solo racconta già tutto in modo evidente, ma ho voluto raccontare l’arrivo della Primavera in modo romantico, usando luoghi comuni, modi di dire, stereotipi … cosi come avrei potuto fare raccontando l’Estate, l’Autunno, l’Inverno.

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Certamente la Primavera è una bella stagione, romanzata, raccontata, dipinta da sempre… ma io amo anche l’Inverno, amo tutte le stagioni .. ognuna ha il suo fascino, sono lo specchio della nostra vita, oggi siamo più grigi, domani saremo più colorati, più positivi, danno un ritmo al tempo che passa …. e questo a volte mi rende malinconico …ma è una malinconia positiva, di chi ha preso atto della realtà della nostra esistenza … che tutto ha un inizio ed una fine … ma per fare che tutto ciò avvenga, bisogna che impariamo a vivere … ed amare le nostre stagioni.
Donghi Giuseppe

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L’INVERNO SE NE VA

 

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Titolo – L’Inverno se ne va

Dimensioni  – cm. 85 x 60 (circa).

Tecnica – Per il paesaggio ed il dipinto applicato nel cielo– Colori ad olio su tavola.

La scultura  è in argilla polimerica.

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Dipingere raccontando il fatto, il tempo che trascorre, la pittura nella pittura, stravolgere il classico, la pittura come un film, come parole, pagine di un racconto.

La pittura e la scultura, un insieme di tecniche artistiche che si amalgamano ed arricchiscono la scena, dando ad essa una leggibilità ed un coinvolgimento che va ben oltre i soliti canoni del dipingere, unendo la bidimensionalità alla tridimensionalità.

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Donghi Giuseppe

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Sul treno per Milano

Titolo Sul treno per Milano

Dimensioni cm. 40×80 –  Tecnica Olio su tela

Cliccare sulle immagini per ingrandirle –  Citare la fonte se le foto vengono scaricate

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Ci sono cresciuto fra quelle nebbie lombarde, diverse da quelle di pianura appiccicate al suolo e che sembrano non finire mai.
Qui in collina, si intravvede il cerchio biancastro del sole e se ti alzi solo di qualche metro la nebbia si dirada presto e tutto cambia.
Quante corse in quei prati, fra quei cipressi, su quelle stradine non asfaltate con la bicicletta lasciando dietro una nube di polvere … giù per le discese abbassandoci fino a sfiorare il manubrio con la faccia per cercare di andare più forte.
Le ore trascorse a guardare le nostre montagne manzoniane, quelle che ammirò e disegnò Leonardo da Vinci, sognando un giorno di arrivare in cima ad ogni una e guardare il mondo da lassù.

Sognare, si sognare, immaginare altre prospettive possibili … l’adolescenza oramai era alle spalle, i sogni erano diventati delle domande, quel luogo che mi ha cullato, cresciuto, quegli orizzonti non potevano essere gli unici possibili.
Dentro me tutto stava cambiando velocemente, non mi interessava più correre forte con la bicicletta.

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Belli i cipressi ed i prati, meravigliose le montagne .. ma i villeggianti che alla domenica giungevano al paese, oppure i milanesi che venivano a trascorrere il periodo estivo nelle loro belle villette, mi facevano capire che vi era un altro modo possibile di inventarsi la vita.
Ogni giorno che passava era identico a quello appena trascorso, i dubbi mi assalivano costantemente, i sogni erano sempre quelli … avrei voluto fare l’Artista, dipingere, suonare, diventare un fotografo, un disegnatore di moda, trovare una donna da amare, sposarla, farci una famiglia … ma come? Le risorse economiche erano inesistenti … mio padre faceva mille cose oltre il suo lavoro di fuochista per mandare avanti la baracca.
Nonostante tutto i sogni non mi mollavano mai.
Andarsene? Rimanere?
Rimanere voleva dire abbandonare la metà dei miei sogni … partire non era facile.
Poi all’improvviso presi una cartelletta, ci misi dentro i miei disegni … salii sul treno per Milano in cerca di fortuna come fecero in molti da ogni Regione d’Italia in quel periodo.

Passarono quasi tre anni, la mia vita era cambiata, trovai quello che cercavo, ora vivevo tra il paesello e la grande metropoli lombarda.

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… poi un giorno magico ci incontrammo e non fu tra quei cipressi ed il profumo dell’erba appena tagliata e lasciata al sole a seccare, ma fu proprio sul treno per Milano, su quelle carrozze fumose ed affollate, traballanti e rumorose.
Oggi è meraviglioso ripercorrere ogni attimo, ogni metro, risentire gli stessi profumi, riguardare le stesse montagne, studiare un possibile percorso per arrivare su quelle poche cime che ancora ci mancano … ma siamo saliti su molte altre fuori da quell’orizzonte .. ne abbiamo percorsa tanta di strada insieme e ne abbiamo ancora da fare.
Ne sono passati di anni ma io non ho ancora smesso di sognare.
Andarcene, rimanere, progettare, non è più un problema, l’importante è che sia insieme a Te .
Chi lo avrebbe mai detto che fossimo capaci di così tanta passione, di così tanto amore.
L’amore che sognai tante volte seduto sotto a quei cipressi ed al profumo dell’erba appena tagliata con lo sguardo lontano ad immaginare un volto, una donna, un amore … il Tuo … il Mio
Dedicato a Laura.

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Donghi Giuseppe

 

 

 

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Oltre …..

Opera e testo di Rosalba Cognata

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Oltre…

 

Si tratta di una relazione con me stessa. Non è semplice mostrare e mostrarsi come il motivo del volto umano appena accennato … sta lì a metà, indeciso di uscire allo “scoperto”. La chiave di lettura, l’incipit è il fascio di luce “(rac)colto” come un mazzo di spighe di grano simbolo di ricchezza, abbondanza. Luce in tutte le sue sfumature. Luce come conoscenza; ricerca; energia; chiarezza interiore; evoluzione. Luce come calore umano, affetto…
Desiderio infinito di emancipazione dalle “stupidità” quotidiane. La realtà non è una versione univoca. I pensieri come acque -simbolo di rinascita interiore- irrompono nella calma apparente e immobile; parlano con la lingua dei colori, delle forme, dei segni… Le parole scritte per creare atmosfere infinite… “illuminano” la mia essenza (Ros). L’oscurità, fonte di mistero infinito, non dura che un attimo ma intenso. “Niente è come sembra”.
Il testo figurativo, in verità, non ha alcuna pretesa di rappresentare o simboleggiare ma semplicemente “esistere” nel fruitore sotto forma di emozioni scaturite dalla sola visione dello stesso. Magia di colori, giochi di luce, movimento, sinergia di forme libere di fluttuare nel tempo e nello spazio.
Niente di “de-finito”, limitato, incorniciato. Prediligo il finale aperto in continuo divenire come la vita di ogni giorno. Flusso continuo di coscienza e conoscenza.
Rosalba Cognata

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Il canto, il paesaggio e il respiro

Con vero piacere do il benvenuta a Rosalba Cognata  nella sezione  – Voci fuori campo – del mio blog.

Un’artista eclettica  che oggi si presenta a noi con questo suo scritto, tratto dalla raccolta  – Piccoli sprazzi di vita –

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Il canto, il paesaggio e il respiro
Erano anni così. I giorni passavano in fretta tra monotonia e desiderio di rinascita, tra melanconia e pittoresca melodia: la sua amata amica di sempre, la musica.
Un nuovo canto sorprese le sue orecchie. La magia di quel suono lo affascinava, lo inebriava … se ne stava ad ascoltarlo in silenzio e il tempo sembrava fermarsi. Avvertiva un senso di benessere profondo mentre si lasciava trasportare. Fluttuavano nei suoi occhi ruscelli di acqua fresca, vaste foreste si aprivano al passaggio della sua mente, voci incantevoli richiamavano la sua attenzione. Sentiva tra i suoi capelli, perfino, il soffio del vento che aleggiava, quasi, a infondere respiro e ad alimentare la sua fantasia così reale.
Un’emozione forte sfiorò la pelle e le attraversò il corpo. Come una piccola barca lentamente si allontana dal suo approdo, così lei si allontanava dal suo porto.
Era solo una nota di tenerezza?
Ogni tanto un bagliore di luce ridava respiro ai polmoni … Prima o poi qualcosa doveva cambiare, una svolta doveva arrivare! L’aspettava da tanto tempo ormai.
Sentiva di esser nata in un periodo non suo, si sentiva fuori dal tempo e da quel luogo natìo. Adorava circondarsi di sogni, di letture, di silenzi, di speranze … se solo avesse trovato quell’idea. L’idea giusta!
Ma non era stato sempre così.
Un tempo amava i giorni, le voci, le vie di quel luogo, oggi, straniero. Tutti erano andati via, tranne lei. Non riusciva a capirne il senso della sua presenza. Più desiderava andare e più si sentiva incollata a quel luogo. Oltre cresceva quella voglia immensa di una vita sua.
Un pensiero le spalancò la porta di una sensorialità interiore: l’arte. L’arte deve ricominciare a raccontare storie ed emozioni nuove … deve ritornare ad estrarre il succo di atemporale misteriosa bellezza che il pàthos di umana grandezza, volontariamente o inconsapevolmente, vi esprime. Basta con i segni e i gesti provocatori!
Intanto, si era fatta notte ma non riusciva a dormire, come ogni notte rimaneva sveglia a lungo. Sentiva di avere un mondo di parole inespresse … pensò a quel meraviglioso paesaggio che il canto portava con sé, fece un respiro profondo, e, si tuffò ad abbracciare la sua nuova avventura.

Piccoli sprazzi di vita, Rosalba Cognata

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ECCOMI DI NUOVO … ed è sempre come la prima volta

Donghi G. a Giussano

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E’ vero, è sempre come la prima volta.

Non so perchè.

Paura? No, e di cosa dovrei aver paura? Non faccio altro che raccontare me stesso con la mia Arte .. fin da bambino.

Dovrei essere abituato … ma forse non ci si abitua mai … non chiedetemi perché, una risposta non ce l’ho.

Cari visitatori … nel guardare i miei dipinti, cercate dei vostri ricordi, immaginate che oggi è un giorno che non ha tempo, entrate nel quadro, e poi come davanti ad uno specchio, immaginate tutto ciò che volete … e magari mi troverete accanto a voi, sullo stesso sentiero … a raccontarci la vita.

In questa personale troverete anche alcuni dei miei allievi … in loro mi rivedo quando da giovane cercavo di imparare a dipingere .. perché era per me un bisogno … che non so descrivervi .. forse anche un sogno … ed oggi? Eccomi a stendere la mia mano, a dare il mio sapere, la mia esperienza … a chi come me inseguiva un sogno, il proprio estro, la propria sensibilità a cui non si può sfuggire. Tutto ciò è meraviglioso.

Donghi Giuseppe

ECCO LE FOTO DELLA MOSTRA 

In questa sequenza fotografica troverete alcuni dipinti e momenti che riguardano la parte dedicata alla mia personale.

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Ecco i dipinti degli allievi che hanno partecipato

 

 

 

 

Articolo Letto 7980 volte.

L’OCA

Titolo.  L’Oca

Dimensioni  cm 60 x 80   Titolo. L’Oca.  Tecnica. Colori ad olio.  Supporto. Tela

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L’Oca                                                                        Cliccare sulle immagini per ingrandirle

Ciao Oca
Perché mi chiami Oca? Se io ti chiamassi semplicemente Uomo?
Hai ragione, io mi chiamo Giuseppe e tu?
Qui tutti mi chiamano Luna

Scusami non volevo offenderti … è che nel mondo degli uomini, come ci chiami tu, quando si parla delle Oche, non si pensa quasi mai a te Oca .. scusa, volevo dire Luna.
Si dice Oca giuliva, per dire donna frivola, poco seria … sai quelle che stanno sempre allo specchio a rimirarsi, che sparano cavolate a raffica, ridono per nulla, quelle che in amore, oggi è uno, domani è un altro … e mi fermo ..sai, le giulive te ne combinano di tutti i colori .. meglio lasciar perdere.
Ma dai,  ribadì l’Oca .. cioè luna .. tra di voi ci sono persone così? Nel mio mondo, queste cose non ci sono, noi siamo più serie.

… Ma non è mica finita qui cara Luna .. si dice anche cammini come una Papera, non starnazzare come un’Oca, porca l’Oca .. per non scomodare quel signore che sta su nascosto sopra le nuvole e che dicono veda tutto da lassù, alcuni affermano anche che: per quanto allunghi il collo, l’Oca non diverrà mai Cigno.

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Ma finiamola con questi discorsi .. io oggi sono venuto qui perché mi piace guardarti camminare, dondolando a destra ed a manca, perché mi piaci così, anche se non hai il collo lungo come un cigno, mi piace vederti nuotare con tutta la prole in fila indiana, quando soffi e minacci chiunque si avvicini ai tuoi pargoli, quando sbatti le ali e starnazzi che ti sentono in tutta la valle, mi piaci quando cacci la testa sotto l’acqua per cercare qualche cosa da mangiare, mi piace la natura che ti circonda.

L’Oca, pardon .. Luna .. rimase un po’ in silenzio, direi anche quasi incredula per tutto ciò che le ho raccontato su di lei e per averle detto che a me piace così com’è e non me ne frega niente di tutto ciò che si dice nel mondo degli umani quando si parla del bel pennuto dal collo più corto del cigno … che poi chi l’ha detto che il collo lungo è sinonimo di bellezza e di eleganza?

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Senti Giuseppe, disse Luna .. dammi la mano ed io in cambio ti regalo una delle mie penne, così potrai scrivere e disegnare come si faceva una volta .. so che disegni e dipingi, me lo hanno detto i miei informatori e poi ti ho visto anch’io tempo fa prendere appunti e fare disegni, la in fondo al canneto … mi piacerebbe un giorno, mettermi in posa e farmi ritrarre da te, cosa ne dici?

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Cosa ne dico? Senti Luna, non te lo volevo dire, ma io ero venuto qui proprio per osservarti, fotografarti nel tuo ambiente. Volevo dipingere la tua bellezza. La tua fierezza, le tue bianche piume … perché volevo dipingere un’Oca .. perché a me piacciono le Oche, alla pari di un Cigno, di un’Anatra, di un Corvo o di un Gabbiano … per cui vado a casa e faccio il ritratto alla mia amica Oca e scusami ancora se ti ho chiamato in modo così generico … ciao Luna, e ricordati, io sono un uomo di nome Giuseppe, Passerò un giorno ancora a trovarti e mi dirai se il tuo ritratto ti piacerà.
Donghi Giuseppe.

 

 

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LA BALLERINA

 

Titolo La ballerina –  Dimensioni cm. 50 x 70

Supporto Tela   Tecnica  Colori ad olio. 

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Abruzzo … una delle terre che amo, che amiamo.

Terra che trema, fatta di paesaggi immensi, di belle persone, bagnata dal mare, adagiata su colline, fino a toccare il cielo lassù in cima alla Maiella ed al Gran Sasso.

Terra d’Arte, Cultura e Tradizioni.

In uno di quei giorni di fine estate ci trovavamo a Chieti, splendida cittadina adagiata su di un colle.

Giorni in cui si svolgeva l’Achille d’oro – FilmFestival … ed in una di queste serate, le vie del centro storico sembravano diventate un concentrato di Cultura all’aperto, infatti, a contornare e valorizzare ulteriormente questo Festival vi erano: concerti, teatro, danza ed altro .. ascoltai della buona musica moderna, del teatro e poi finimmo in Piazza Gian Battista Vico dove su di un grande palco vi erano delle rappresentazioni di danza moderna arricchita di molti spunti classici …Riuscimmo ad arrivare fin sotto il palco, il mio scopo era quello di scattare delle belle foto ed ascoltare buona musica … ma quando lo spettacolo iniziò .. la fotografia passò in secondo piano .. bastava scattare che eri sicuro di portarti a casa delle belle foto … all’improvviso fu tutto un turbinio di corpi che si muovevano sul palco illuminati dai fari multicolore, dalle proiezioni a tema di filmati sullo sfondo .. ballerine che arrivavano fino all’orlo del palco .. quasi a toccare l’obiettivo della macchina fotografica, si sentiva il respiro nonostante la musica fosse forte, le vesti che svolazzavano mettendo in mostra il corpo o parti di esso .. ora in movimenti leggeri, leggiadri … ora rapidi da mettere in risalto la tensione dei muscoli e dei nervi, ballerini che prendevano al volo la compagna e la facevano volare in alto, come se fosse un fuscello …. fui preso da tutto ciò, tanto da non seguire più lo spettacolo, il ritmo e la scenografia .. mi concentrai sui colori, sulla bellezza delle figure, sui loro movimenti.

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Il corpo diventava Arte, ogni sua parte poteva essere un dipinto, le posizioni, le figure, le espressioni del volto, erano un inno alla bellezza, un richiamo all’emotività interiore, ora con musica e pose drammatiche, ora romantiche o sensuali.

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Fui rapito da tutto ciò come se fossi davanti ad un’opera di Botticelli, ad un paesaggio .. il più bello che si possa immaginare, ad un immenso campo di fiori dai mille colori .. a tutto ciò che uno possa immaginare.

Alla fine di ogni rappresentazione … chiudevo per qualche secondo gli occhi e vedevo ancora i colori e le figure passarmi davanti e cominciai così a pensare …. colori, musica, movimento, tensione, sensualità, bellezza, gioia, drammaticità.

Questo ritornello mi tenne compagnia per diversi giorni di seguito .. poi si sa, basta girarsi che ovunque vieni sempre attratto da qualche cosa di interessante … eppure ogni qualvolta mi accingevo a prendere in mano i pennelli per lavorare ad un nuovo dipinto .. quel ritornello mi ritornava e mi ritorna tutt’ora alla mente.

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Sono passati quattro anni da quel giorno ed ora mi sono accorto che in questo intervallo di tempo la mia pittura si è trasformata … rimango sempre fedele al realismo, ma la tecnica non è più la stessa, i soggetti sono cambiati, la mia ricerca mi ha portato a concentrarmi maggiormente sugli effetti della luce, delle ombre, all’espressione dei volti, alla ricerca del movimento .. in un dipinto voglio sentire e cercare di trasmettere le stesse sensazioni che hanno generato in me la voglia di rendere immortale quel momento in cui tutto ebbe inizio .. non mi occupo tanto dell’estetica che deve essere bella per forza … no! Quello non mi interessa più .. la bellezza, le emozioni devono arrivare a Me ed allo Spettatore attraverso altre vie … quelle che toccano i nostri animi, le passioni, l’amore o la repulsione. Il dipinto deve parlarci, farci ascoltare ciò che vogliamo sentire .. ricordare un attimo della nostra vita, o ciò che vorremmo che fosse.

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Donghi Giuseppe

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Qui i sogni diventano realtà

 

CORSO DI PITTURA 2014

A Cura del Maestro DONGHI GIUSEPPE

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Eccoci di nuovo in piena attività, i 26 iscritti al corso sono sempre più affiatati, appassionati, e quel che conta sempre più bravi nel maneggiare colori e pennelli .. liberi di esprimersi nella tecnica e nella loro sensibilità artistica che meglio gli si addice.

Durante il corso non si dipinge soltanto ma si approfondiscono le conoscenze storiche dell’Arte, i periodi, gli stili … il tutto mentre si socializza, ci si racconta, si scambiano esperienze, i nuovi allievi vengono subito affiancati ai veterani … perché è anche osservando che si impara .. e da parte mia li sprono a mettersi subito alla prova senza pensare se il risultato sarà buono oppure no, l’importante che si esprimano in assoluta libertà e spontaneità, solo così facendo posso capire quali sono i limiti ed i pregi ed in che stile indirizzarli.

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Che dire? Posso solo affermare che questo corso che si svolge all’interno dei programmi di – ABC – ( Associazione Brenna Cultura) ce lo invidiano in tanti, non solo nel circondario ma anche fuori Provincia e Regione, grazie ad internet che diffonde alla grande questo tipo di attività e tutto quanto riguarda Arte, Cultura, Tradizioni, Bellezza, Valori e Sentimenti, contenuti che non dimentico mai di divulgare ovunque io vada, perché credo che non si possa vivere senza passioni, e valori che diano un senso al nostro esistere.

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Oggi sembrerebbero parole, frasi fuori moda, eppure mai come ora le persone cercano spazi dove dare sfogo alle passioni, cercano di schivare le bordate che questo consumismo e stile di vita ogni giorno ci propone ed impone.

Insomma per riassumere il tutto … è che il martedì si sa che si incomincia alle ore 21 .. ma non si sa mai a che ora si termina, tanta è la passione e l’entusiasmo da parte di tutti … a volte si fa tardi anche solo per chiacchierare e per il piacere di stare insieme … qualcuno strofina gli occhi perché sente l’alba troppo vicina, altri non riescono a dormire per la troppa adrenalina accumulata … ma questo è meraviglioso.

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Vorrei ricordare ai concittadini, agli abitanti dei paesi limitrofi e tutti coloro che ci seguono in internet, se volessero venirci a trovare, per incontrare amici, per vedere come funziona o volessero provare ad usare una matita .. noi un foglio e qualche colore lo abbiamo sempre a disposizione per tutti.

Vorrei infine ringraziare gli altri due insegnanti che mi aiutano a portare avanti questo progetto.

l’Artista Molteni Renato di Erba

e da quest’anno Cristina Biondi di Fabrica Durini (Alzate Brianza)

Il Comune di Brenna CO per la collaborazione

BCC Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù – Filiale di Brenna, per il contributo.

Donghi Giuseppe

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Il Pagliaccio

 

Titolo .- IL Pagliaccio   –  Dimensioni cm. 50×80

Supporto  –  Tela preparata con stucco e colle     

tecnica   –   abbozzato ad Acrilico – portato a termine con colori ad Olio 

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Mi ricordo i giorni che precedevano il Natale, vi era nell’aria un clima di gioia, attendavamo un qualche cosa che sapeva un po’ di magico, anche per coloro che non credevano.

Nei giardini qualche piccolo abete con poche lampadine, la realizzazione del presepio nelle nostre case coinvolgeva tutti.

Non vi era per noi la settimana bianca, nemmeno lo stressante girovagare tra i negozi della cittadina più vicina per comperare mille cose, sovente inutili … bastava una stretta di mano o un abbraccio augurandoci Buon Natale.

Non vi erano molti soldi … ma non è mai stato un problema.

Il Natale diventava così la festività della famiglia .. qualche regaluccio, magari usato … poche cose ma desiderate da mesi.

  • Mi trovavo a Como in Piazza Duomo, nei giorni che precedevano le festività natalizie.

La Piazza gremita, un andirivieni da Stazione Centrale.

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Io sempre con la mia macchina fotografica in cerca di scene interessanti.

Scorgo laggiù in fondo un pagliaccio, che con dei palloncini creava strani animali da donare ai bambini.

Mi sposto, mi avvicino, il soggetto si presta per essere fotografato, mi siedo con Laura  per consumare una buona cioccolata calda al bar sotto i portici … postazione ideale, sullo sfondo la splendida facciata del Duomo, davanti, il simpaticissimo pagliaccio impersonato da una donna dalla forme un po’ abbondanti … ma ben distribuite.

Metto a punto i meccanismi della macchina fotografica, ed incomincio a scattare, cercando un taglio giornalistico che racconti al meglio ciò che accade.

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Ad un certo punto mi sono accorto che lo strano personaggio, non era così importante nel contesto perché non aveva molto da fare… eppure era così interessante.

Molti bambini avrebbero voluto il palloncino dalle forme strane … prendevano per mano i genitori e li trascinavano verso il coloratissimo “Pagliaccio” sorridente ma dagli occhi tristi.

In risposta i bimbi si sentivano dire “ Andiamo, abbiamo fatto tardi con le compere – dobbiamo ancora mangiare – questa sera arrivano gli amici di papà – non ho spiccioli (lui non chiedeva soldi sarà stato messo li da qualche Associazione) – i palloncini ve li porterà Babbo Natale …. ( se fate i buoni) …. e così centinaia di altre risposte, alquanto inopportune e per me anche irritanti ed inquietanti.

La sera che si stava avvicinando, incominciava a spegnere i colori … tanto che all’improvviso si accesero milioni di lampadine che disegnavano i profili dei palazzi storici e del Duomo.

Intanto rapidamente la città si svuotava, la estenuante giornata di compere stava per volgere al termine. Ritirai la macchina fotografica .. il reportage era finito … ottime immagini … tante tristi, le lacrime dei bambini fanno male, ma chi ama la fotografia fotografa ciò che più lo colpisce, bello o brutto che sia.

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Mentre con Laura ci stavamo recando al parcheggio, ci guardammo in faccia, quasi simultaneamente, ci siamo detti … ma che mondo è questo se un Pagliaccio è stato quasi tutto il tempo con le mani nelle mani? Dove è finito il nostro Natale? Quando mio padre camminava a marcia indietro fin sulla via principale, lasciando le impronte nella neve e ritornava facendo un lungo giro … poi il mattino ci chiamava e ci diceva … visto? Questa notte è passato San Giuseppe e la Madonna con in spalla Gesù Bambino.

Donghi Giuseppe

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Dipinto – Foto – Testo –  di Donghi Giuseppe           Clicca sulle foto per ingrandirle

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… momenti, che ti lasciano sospesi … fra gioia e malinconia.

Autore – Donghi Giuseppe

Tecnica – Mista – Abbozzato ad acrilico, rifinito ad olio

Supporto – Tela 

Dimensioni – cm. 50×80

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Stavamo seduti su una panchina davanti al mare aspettando il tramonto, uno spettacolo quotidiano che non è mai uguale ed ogni volta ci affascina, è l’ora in cui comincio a fare il riassunto della giornata, sono quei momenti che ti lasciano un po’ in sospeso fra gioia e malinconia, gli occhi fissi ad osservare il sole che va a sprofondare laggiù oltre la linea dell’orizzonte, portandosi con se tutti i colori di quella meravigliosa cartolina .. mentre sembra dirti “ ciao, ci vediamo domani quando rispunterò dall’altra parte”, colorando nuovamente un altro giorno.

OK OK Quadro Donghi Giuseppe - 3

Davanti a noi, seduti su di un muretto Laura e Gabriele, anche loro affascinati davanti a questo film che l’universo ci dona.

Parlano tra di loro, non riesco a capire tutto ciò che si dicono, un po’ preso da tutta questa atmosfera, un po’ perché è giusto che loro si godano tutto ciò con gli occhi e l’innocenza della loro tenera età.

Riuscii poi a capire tutto ciò che si stavano dicendo per le domande che ponevano.

Nonno, Nonna … ma perché il sole sprofonda nel mare? Dove va a finire? Perché solo alla sera ed al mattino ci sono questi colori? Rispondemmo in modo semplice .. ma credo chiaramente perché furono soddisfatti e continuarono la loro discussione imitando a gesti il funzionamento del tutto.

OK OK Quadro Donghi Giuseppe - 2

Ma ecco la scintilla che fece scaturire in me l’ispirazione per creare un nuovo dipinto.

Si alzarono di nuovo, si posero davanti a noi e ci dissero: “Ma … tutta quella gente che sta passando dietro, non si ferma a guardare come stiamo facendo noi? Vedi Nonno, vedi Nonna? Quello sta facendo fotografie, due stanno pescando, quella ragazza corre con il cane sulla spiaggia .. e poi ci siamo solo noi … Perché?”.

Una domanda difficile .. Risposi.

Una domanda che ha molteplici risposte, dovremmo andare a chiederlo ad ogni persona che incontriamo ed ognuno avrebbe la sua valida ragione.

Si, ma come si fa a non fermarsi a guardare … è così bello!!

Lo ha detto anche la maestra a scuola che dobbiamo imparare ad osservare e rispettare la natura.

Ha detto anche che gli uomini la stanno rovinando.

Non volevo concludere la risposta alle loro domande con parole che togliessero a loro l’entusiasmo, la fantasia, la curiosità e la magia che si era creata intorno a noi.

Aggiunsi solo “ Non guardiamo cosa fanno gli altri … restiamo fino a che tutti i colori si spegneranno .. ritornate sul muretto … oggi guardando voi ed il tramonto a me è venuta l’ispirazione per fare un dipinto … a loro, forse verrà la voglia di fermarsi come noi a guardare il tramonto.

Donghi Giuseppe                                                Cliccare sulle foto per ingrandirle

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  Foto di  Donghi Giuseppe  Copyright                                                          

 

 

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TVRS Marche intervista Donghi Giuseppe

Un breve riassunto delle interviste ai relatori intervenuti alla manifestazione Culturale

Incontriamoci tra le righe  Ottobre 2012. Castelfidardo -AN- Marche.

Evento a livello nazionale organizzato dalla scrittrice

Maria Lampa.

httpv://www.youtube.com/watch?v=Fv1vk2JsGKY&feature=c4-overview&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw

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Seguirà a breve un resoconto dell’Ottobre  2013

Donghi Giuseppe

 

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Gianna Binda – Poesie

Pubblicato in – Voci fuori campo

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INVOCANDO GIUSTIZIA

Io pellegrina sulla terra

cerco giustizia

che l’animo umano reclama

e la natura da sempre acclama

-in questa valle che l’età dell’oro

ha dilaniato lasciando un deserto vuoto-

L’Universo vestito di colori mi consola,

mi guida al Sè superiore

tra brillanti stelle

che nella Libra han seminato

il germoglio di un tempo ritrovato.

Lancio la mia spada di parole

urlate al vento che mi consola;

urlo la mia rabbia

che si frange come onda su roccia;

chiedo giustizia e amore

alle costellazioni che di luce

illuminano le mie notti buie

assetate di piccole briciole

di purezza infinita

che colma di gioia la vita

Gianna Binda                        Clicca sulle immagini per ingrandirle

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ISOLA ROSSA Golfo dell'Asinara Prov.Sassari

LA NATURA SI RIBELLA

Dinanzi a tanta crudele follia

della fiera dell’ipocrisia;

dinanzi ad un popolo impotente

affossato in tristezze senza uscita

di visi che non conoscono sorrisi,

solo alla Natura pare affidato

il compito ingrato

di spazzare tanto tracotante egoismo

che ha reso l’uomo schiavo

nel pianeta di verità celate,

affogato da un sistema che la moneta

ha adorato come un Dio

che tutto ha divorato.

O Natura,

che pietosamente avvolgi

la nostra quotidiana corsa

con la luce che illumina il mattino

per aprire spazi d’infinito

tra i deserti del cuore;

ci consoli con esempi d’amore;

ci lasci riposare in culle di stelle

del tuo lucente ammiccare;

ribellati a tanta tracotanza,

coi tuoi flutti sommergi il popolo di ingiusti

per lasciarci respirare molecole di libertà

in cui l’uomo possa ritrovare

La preziosa essenza della vita

Gianna Binda

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 httpv://youtu.be/abSxOhIcmiE

httpv://www.youtube.com/watch?v=T49wKWil4Rc

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=pFQqR14FGhQ

Foto dedicate alle poesie di  Donghi Giuseppe

 

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Come due passeri su di un ramo in attesa della notte.

Titolo  Come due passeri su di un ramo in attesa della notte
sottotitolo Il castagno e l’infinito
Autore Donghi Giuseppe
Dimensioni Cm. 80 x 50
Tecnica Colori ad olio su tela con parti precedentemente preparate in rilievo
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Il castagno e l’infinito

E’ inverno, quaggiù vi è un sole pallido, i suoi raggi passano quasi a fatica nella tipica atmosfera brianzola, non riescono a dare nitidezza, i colori sono carichi di grigio, l’aria sembra pesante, le poche e sparse nuvole rimangono ferme nel cielo, se ne andranno solo al calar del sole, quando la luna rossa all’orizzonte spunterà laggiù dietro al monte ed alzandosi diventerà bianca e splendente.

Laura andiamo, zaino, scarponi, lo stretto necessario per camminare un giorno due torce con relative pile di scorta … oggi si va in cima al monte e rimarremo lassù fino a che il sole sprofonderà nella terra laggiù all’orizzonte.

E’ più di un’ora che camminiamo, ora il bosco si è rarefatto lasciando spazio ad ampi alpeggi, e le baite fatte di pietre antiche parlano della nostra storia appena trascorsa .. ma che quassù è ancora il presente.

Una storia che è dentro Me, dentro Lei … che ci ha avvolti, ci siamo cresciuti e che vogliamo rivivere tutt’ora.

Laggiù, sotto di noi è come se vi fosse steso un velo bianco su tutta la pianura, a fatica si riesce a scorgere cosa vi sia sotto quella coltre, mentre quassù tutto splende, sopra di noi il cielo è terso, di colore celeste nella parte più bassa, fino ad un bel blu intenso verso la cima.

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Facciamo una sosta vicino ad un grande castagno e ad un’ovile, la casa di pietra a fianco è ancora abitata, si sentono delle voci, da un capanno ci giunge il grugnire di alcuni maiali, la’ più in fondo pecore e capre, vi sono pure un paio di asini.

Il castagno è stupendo la sua corteccia sembra coperta da rughe come quelle che si possono scorgere sul viso di certi anziani con le mani sporche di terra, il vecchio cappello sgualcito in testa e gli stivali di gomma ai piedi.

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I suoi rami sembrano allungarsi nel cielo a cercare spazio per vivere, a proteggere chi vi sosta sotto, le radici che affondano fra terra e pietre, danno ad esso un senso di sicurezza, di maestosità, di armonia con tutto ciò che ci circonda .. un incanto che solo la spregevole mano di un uomo potrebbe scrivere la parola fine a tutto ciò.

Per terra vi è un soffice strato di foglie cadute di recente dai rami, sembra un tappeto coloratissimo carico di tinte rossastre, di marroni e gialli.

Ecco ora le voci che si sentivano giungere dalla casa in pietra si fanno più vicine, si materializzano.

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Una mamma e tre bambini si fermano davanti a noi che stiamo mangiando pane e marmellata.
Buongiorno, ciao bimbi .. volete favorire? E’ marmellata l’abbiamo fatta noi … no grazie abbiamo appena finito di mangiare ci dicono quasi in coro i tre bimbi …. ci siamo messi a parlare un poco, poi abbiamo cominciato a riordinare gli zaini per rimetterci in cammino mentre loro sono andati sotto al grande castagno.

Ora il sole era andato dietro al grande albero, ai bimbi ed alla madre creando un contrasto ed una scena surreale, meravigliosa, quelle scene che ogni regista vorrebbe nel suo film .. ci siamo fermati ancora un istante, giusto il tempo per essere invasi fin dentro l’animo da tanta bellezza, grandiosità, da farci pensare all’infinito, alla possibilità che forse vi sia davvero un grande regista da qualche parte … o forse la natura stessa è il grande regista che ogni giorno si esprime regalandoci questo fantastico film.

OK Particolare 1 - 102

Un’ultima occhiata e poi come se fossimo stati degli intrusi, come attori casuali, uscimmo da quella meravigliosa scena.
Sarebbe bastato tutto questo per essere soddisfatti, ma si sa, chi è sempre alla ricerca di cosa vi sia oltre la nostra corporale quotidianità .. non è mai sazio fino a che vi sarà respiro in noi.
Ora il sentiero si sarebbe presto fatto ripido, fra pietrisco ed irte pareti rocciose, fin lassù dove camminando in cresta, accarezzati dalla brezza si arriva in vetta.
Saliamo con passo lento per gustarci passo dopo passo il trascorrere del tempo, il mutare dei colori, il cammino del sole che giunti in cima era oramai basso all’orizzonte.

Giusto il tempo di guardarci tutt’intorno, di godere nel vero senso della parola di così tanta bellezza, poi ci sediamo dietro ad un masso senza nemmeno toglierci lo zaino, vicini uno contro l’altro come due passeri su di un ramo in attesa della notte.

Credo che vi siano ben poche cose al mondo che possano superare l’intensità di quei momenti, vissuti lassù con Lei accanto, in rigoroso silenzio, davanti al manifestarsi dell’infinito.

Intanto il sole lentamente scompare laggiù dove la terra si tinge di colori violacei e di arancio dorato .. mentre tutto intorno a noi si scolorisce.

Laura … andiamo finché vi è ancora luce, il sentiero è molto scosceso qui sotto .. ed è inverno.
Prima di arrivare al grande castagno accendiamo le torce mentre la luna già si era alzata nel cielo sopra di noi.

Donghi Giuseppe

Alcune fotografie  ————————————

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L’OBLIO DELLA RAGIONE

Da un po’ di tempo mi frulla in testa una domanda: “ma l’Italia è ancora il Bel Paese?”.

Semplicemente perché girando e rigirando in lungo ed in largo la nostra Italia, io la vedo sempre più brutta. Incuria, caos, dissesto geologico, il suo espandersi senza una logica pensando al futuro. Esattamente al contrario di ciò che hanno fatto i nostri predecessori fino a pochissimi anni fa, consegnandoci un patrimonio artistico, culturale, paesaggistico di immensa bellezza .. tanto che tutto il mondo ce lo invidia.

E noi cosa facciamo? Lo lasciamo alla decadenza più becera che si possa immaginare, e questo è solo un punto di questa discussione. Potremmo parlare per dei mesi di quel filo che si è rotto improvvisamente fra l’uso della ragione ed il mero vantaggio del Dio denaro, dello spregevole comportamento di questa politica che si nutre di interessi privati a sfavore del bene comune.

Ciò che più mi colpisce girando per l’Italia è la sua spregiudicata cementificazione senza senso, ogni prato può essere cementificato, e se non lo è ora, lo sarà magari con la prossima legislatura, con la prossima giunta comunale che andrà a gestire il territorio locale.

PERCHE’ PARLARE DI CEMENTIFICAZIONE SU DI UN BLOG CHE NASCE ESCLUSIVAMENTE PER PARLARE DI ARTE E DI CULTURA?

Semplice, perché parlare del bello, nel senso più ampio del termine è parlare di CULTURA.

Dove è finita l’armonia delle città, dei paesi che si integravano con il paesaggio tipico della zona?

Dove è finita la campagna? Dove è finito il buon gusto di costruire case belle, monumenti, opere d’arte?

Perché non molti anni fa quando una nuova casa arrivava al tetto i muratori issavano la bandiera italiana su di esso? Semplice, perché una famiglia finalmente era riuscita dopo tanti sacrifici a costruirsi  una casetta ove abitarci in modo più decoroso, di fatto si costruiva solo per bisogno.

OGGI sarebbe bello vedere tante bandiere al posto di ogni casa o capannone abbattuto  … che ha invaso, depauperato inutilmente e per sempre a macchia di leopardo tutto il territorio Italiano a solo scopo speculativo o fonte di facile investimento tanto da farmi pensare che gli imprenditori .. gli immobiliaristi, gli Italiani tutti, siano convinti che l’unica risorsa – ricchezza  .. in Italia sia il costruire case, capannoni, strade e le così impropriamente dette grandi opere che quasi sempre servono per ulteriore espansione del cemento … se così fosse ( come in effetti sembra) il titolo di questa chiacchierata L’OBLIO DELLA RAGIONE calza perfettamente.

A questo punto viene da chiedersi MA LA COLPA DI TUTTO CIO’ DI CHI E’?

Già di chi è la colpa?   SEMPLICE, eccola!

httpv://www.youtube.com/watch?v=9cP_ZaIJ_c4&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw&index=4

 

Eppure la COSTITUZIONE ITALIANA parla chiaro … ma i governi che si sono succeduti in questi ultimi anni hanno continuato con decreti legge, scappatoie di ogni genere, postille varie, dimezzato  personale, soldi, tempo fisico per intervenire, (da 90 a 45 giorni) a coloro (soprintendenza) che sono addetti al controllo dei beni culturali (patrimonio di tutti i cittadini paesaggio compreso) fino ad

arrivare al silenzio assenso .. ulteriormente degenerato dal Sig. Monti … introducendone una nuova versione: il silenzio-abdicazione. Si demanda di fatto ogni decisione ai Comuni che dappertutto, con un sottobosco di deleghe e subdeleghe, gestiscono il territorio in funzione di manovre elettorali e degli interessi dei costruttori.  (Di Salvatore Settis   .. Da La Repubblica del 21/10/2012.).

http://triskel182.wordpress.com/2012/10/21/ambiente-i-falsi-difensori-del-paesaggio-che-violano-la-costituzionesalvatore-settis/

 

 httpv://www.youtube.com/watch?v=i74ZqTWXcb0&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw&index=1

LA COSTITUZIONE afferma:

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione» (art. 9 ).

La Costituzione è ancora vigente, così come è stata scritta ..ed allora come si è arrivati con decreti, decretini, postille e trucchi da palcoscenico a questa situazione?

Come ci si pone davanti a questo dilemma? La Costituzione è compatibile con gli scempi criminali dettati della falsa economia? Se non lo è  come si risolve questo procedimento irresponsabile ed ottuso? Archiviando la Costituzione, oppure agendo su questa politica che politica non è, o su questo modello aberrante di economia?.

httpv://www.youtube.com/watch?v=uJVb-Ax5Vpc&list=UUvRw7uAFbLTyFefu6AQNryw&index=2

L’Italia è quasi arrivata al punto di non ritorno, nessun paese europeo cementifica e lascia al suo destino la maggior parte dei beni culturali, architettonici, archeologici e paesaggistici quanto noi .. non si investe sulla scuola, sulla famiglia, sul sociale, si fanno tagli su tutto, però per risollevare il paese bisogna consumare, produrre, costruire, costruire per chi se in Italia siamo sempre circa 60.000.000 di abitanti? …. MA CHI CREDE ANCORA ALLA BEFANA?

Eppure tutto ciò è possibile perché la colpa è anche del cittadino che crede ancora nelle promesse elettorali, si diverte a guardare in TV le commedie tragicomiche dei nostri politicanti, si disinteressa sperando che la “cosa” qualcuno la risolva.

Si vive con la convinzione che nulla si possa fare .. che tanto è inutile perché faranno sempre quello che vogliono o che vuole il mercato e non i nostri veri bisogni.

Questo modo di pensare non fa altro che agevolare questo sistema  ed è MIA convinzione che chi cresce nella merda, alla fine non sente più neanche l’odore .. e mi rivolgo alle nuove generazioni perché saranno loro a vivere questo futuro “ Non arrendetevi, non abituatevi al degrado .. perché esso lentamente si insinua nelle nostre abitudini, rende apatici ed insensibili, tende a massificare tutto, a togliere la voglia di trovare nuove vie di sviluppo possibile, senza arrivare a consumare  l’ultimo lembo di terra ancora libero …. E mentre l’aria diventa sempre più irrespirabile non dimentichiamoci la nostra storia, fatta di ingegno, cultura, arte, laboriosità, il tutto in un territorio fra i più belli al mondo.

Basta con questo tipo di politica … occorre una forte ribellione di massa. Bisogna voltare pagina, serve una rivoluzione culturale, un nuovo rinascimento.

http://www.youtube.com/watch?v=grJNlxQsqtE

 

Purtroppo io non credo che l’Italia ce la possa fare.    (forse …. in un futuro ancora lontano)

Ho partecipato a molti dibattiti su questo argomento fra il pubblico e come relatore, ma purtroppo solo in rari casi ho visto una larga partecipazione di cittadini pur in presenza di personaggi di fama nazionale e mondiale … anche nel nostro piccolo Paesello abbiamo tentato di coinvolgere i cittadini, i sindaci dei comuni limitrofi, politici a livello regionale … ma con che partecipazione da parte dei compaesani e non? Eppure il tema riguardava il nostro territorio, lo scempio compiuto e quello ancora in atto … nonostante ciò, sembra che non interessi a nessuno.

Ora siamo di nuovo in campagna elettorale … ma nonostante poco tempo fa erano tutti concordi che in Italia bisogna rilanciare il turismo, risanare il territorio, preservare l’arte ed il paesaggio, qualcuno ha sentito PARLARE DI TUTTO CIO’ nei programmi elettorali dei vari schieramenti politici?

Tutta questa irresponsabilità mi ha portato a NON credere più nella nostra politica, nelle varie istituzioni, in una buona parte del popolo italiano da nord a sud senza nessuna distinzione.

(ovviamente sono esclusi da questa mia convinzione gli onesti e tutti coloro che, con grande impegno e rettitudine portano avanti le loro battaglie a favore del bene pubblico)

Quindi a malincuore faccio un passo di lato ed esco da questo coro stonato, senza però smettere di cantare, dedicandomi alla vita, alla mia Arte ed all’Arte in generale, alla Cultura, a questo argomento sopracitato ma solo in ambienti in cui la Ragione ha ancora il suo peso, sempre comunque pronto ad una rivoluzione culturale di massa.

Donghi Giuseppe

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CORSO DI PITTURA – a Brenna CO –

LOGO RIDOTTO 1500x1377 Corso di PitturaMartedi’ 8 Gennaio Inizia il CORSO DI PITTURA del Maestro DONGHI GIUSEPPE, con il validissimo aiuto del Pittore ed amico MOLTENI RENATO. Il Corso si protrarra’ tutti i martedì dalle ore 21 alle 23 … 23/45 (per gli allievi che vogliono rimanere).

SE QUALCUNO VOLESSE PARTECIPARE ABBIAMO UNO / “DUE” POSTI A DISPOSIZIONE. Per chi è interessato  info@donghigiuseppe.itfbook 1 - Copia copia

( ovviamente per l’eventuale partecipazione vale la data della mail ).

LE ISCRIZIONI SONO CHIUSE in data 5 Gennaio 2013 …  BENVENUTI AI NUOVI ISCRITTI

Donghi Giuseppe

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RACCONTANDO-MI

Iniziando dunque a raccontarmi e lasciando alle spalle il mio vecchio sito (che comunque rimane), ho scelto di pubblicare questa bella intervista a cura di Asmae Dachan Caporedattrice della rivista ML mondo lavoro .

Un’intervista molto confidenziale, sincera, senza filtri, il cui riassunto è racchiuso in queste quattro pagine in modo perfetto.

Ben vengano Giornalisti e riviste che ancora trovano adeguati spazi per l’Arte e la Cultura, rincorrendo personaggi e manifestazioni di ogni tipo legate alle nostre tradizioni più belle, al territorio, al mondo del lavoro, alla nostra quotidianità.

Buona lettura Donghi Giuseppe

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Nuovo sito … nuovo Blog

Con un nuovo sito poteva mancare un Blog?

 Buona giornata a tutti.

Eccomi – Di nuovo fra di voi cari amici, estimatori della mia arte, lettori delle mie pagine on line, su diversi contenitori in rete e non.

  • Come promesso, era giunta l’ora di rinnovare ciò che è stato il mio sito ufficiale fino ad ora.
  • Dopo quasi 30.000 visitatori dal 2007 ad oggi e oltre 65.000 pagine viste ho sentito la necessità di cambiare radicalmente e cioè trasformare  http://www.donghigiuseppe.it/ , non solo in un contenitore dove si possano ammirare i miei dipinti, leggere le descrizioni ed i miei brevi testi di presentazione. Da oggi tutto cambierà, diventerà una sorta di Magazine, dove oltre alle mie opere pittoriche, le mie foto ( altra mia passione) gli articoli ecc. Vi sarà la possibilità di commentare ( vi spiegherò in seguito le modalità, il regolamento) e molte altre finestre dedicate che andranno man mano ad arricchire questo mio Sito/Blog.
  • Vi chiedo ancora una volta di avere pazienza se tutto quanto detto sopra richiederà un poco di tempo ancora .. è per me un nuovo impegno, una nuova avventura .. ma vi prometto che il tutto si realizzerà, anche grazie a chi mi sta gentilmente insegnando ed aiutando in questa nuova impresa.
  • Dunque a presto, amici dell’arte e non solo.

Ciao a tutti. Donghi Giuseppe                         Clicca sulle immagini per ingrandirle

 

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