Maria Lampa (Scrittrice – Castelfidardo AN) Intervista Donghi Giuseppe

Intervista a GIUSEPPE DONGHI a cura di Maria Lampa

5 ottobre 2012 | Autore admin

Breve biografia

Nato a Inverigo (CO) il 22-1-1950.

Dipinge da sempre e a 17 anni organizza la prima mostra personale.

Incontra il maestro Federico Von Rieger e diventa suo allievo.

Realizza moltissime mostre in Italia e all’estero, partecipa a numerosi concorsi ottenendo primi premi, riconoscimenti e prestigiose recensioni.

Fonda insieme ad altri pittori il gruppo “Arte Brianza”.

Insegna in una sua scuola di pittura e collabora con diverse scuole organizzando progetti inerenti l’Arte pittorica.

E’ Presidente di ABC (Associazione Brenna Cultura) che promuove manifestazioni

culturali.

Domande:

Lei dipinge di tutto: la natura, le persone, gli oggetti, gli scorci di città e viuzze, gli animali… C’è un soggetto in particolare che prende maggiormente la sua mano e la sua anima?

No, non ho nessun soggetto che mi attragga più di un altro in modo particolare.

La mia è una ricerca interiore che non ha un filo logico, segue le emozioni del momento: un raggio di sole fra le rocce, su di un muro o fra le viuzze, sui volti delle persone, fra le foglie degli alberi, le ombre, i cieli, gli spazi immensi, raccontare

momenti di vita in tanti particolari (intimi, rubati con la mia macchina fotografica) quasi per entrare silenziosamente nella scena tanto da poterla narrare, renderla pubblica…sublime, carica di umana bellezza… ma anche questo non ha regole, ubbidisco alla mia

sensibilità, a ciò che mi colpisce e che mi induce a raccontarlo attraverso l’Arte pittorica.

Dipingere la natura, significa interiorizzarla, trasformarla emotivamente e riproporla su tela… L’emozione che ne esce è identica a quella che ha provato osservando quello stesso particolare della natura o è diversa?

Dipingere la natura significa decantare la sua bellezza o la sua drammaticità.

Nel mio caso non è sempre così, la natura diventa lo sfondo, oppure la complice di un

racconto, re-inventato il mare, il cielo e nel centro di esso un nudo seduto su di una nuvola o nel nulla, a simboleggiare la bellezza in generale.

Mare, cielo e figura umana che si culla in tanta magnificenza traendone gioia e trasmettendoci un messaggio sentimentale profondo come se fosse poesia, un capitolo

di un libro, una canzone.

E’ il mio modo di raccontare e di raccontarmi.

La realtà si miscela con la fantasia ed una semplice margherita può diventare l’inizio, il pretesto di un fantasticare infinito….. Come avviene questo passaggio? È possibile descriverlo, raccontarlo?

Certo che è possibile raccontarlo e descriverlo. Faccio un esempio:

Passo di fronte ad un muro in città, tutto tappezzato di manifesti pubblicitari e osservo quella miriade di colori, di immagini… Mi siedo su una panchina, chiudo gli occhi, annuso gli odori dello smog,

sento il frastuono del traffico, il ciacolare delle persone che mi scorrono vicino, lo stridio dei freni del tram, poi riapro gli occhi e vedo quei palazzi altissimi, che come mostri si arrancano verso il cielo (tu dove abiti? Lassù al 32° piano…ma dov’è? Lassù, non lo vedi? Si forse…. Ma si sta bene? … eeh si vive!!)…

Vedo tutti che corrono …  poi te lo dico…. Ora non ho tempo!!!  Non c’è mai tempo!

Ecco tutto questo ed altro ancora, sono la scena necessaria … ed il “passaggio” obbligatorio per descrivere e tentare di ritrasmettere allo spettatore che si porrà in seguito, di fronte al mio prossimo “racconto pittorico”.

Lei è anche un abile e bravissimo fotografo che coglie i particolari, i dettagli di una realtà concreta e le sue foto dimostrano una adorazione, una contemplazione della natura stessa.

Quale la differente emozione di fronte ad una foto che riproduce l’esatta realtà?

Nessuna differenza emozionale. Siamo di fronte a due modi diversi di fare Arte, che entrambi propongono un racconto attraverso le immagini.

E’ scorretto pensare che la fotografia sia sempre l’esatta riproduzione della realtà oggettiva. Nella fotografia disponiamo di un mezzo meccanico ed elettronico, le cui funzioni ci permettono di intervenire in diversi modi nella realizzazione dell’immagine.

E’ vero, alla fine ci occorre solo un diaframma, uno o più obiettivi e dei tempi diversi di esposizione…. Ma se si conoscono le tecniche, con questi mezzi si può trasformare la realtà a nostro piacere ….  ritrarla il più fedele possibile fino ad arrivare ad immagini astratte….. esattamente come avviene in pittura.

Se dietro la macchina fotografica o seduto al cavalletto davanti una tela…vi è un Artista

tutto è possibile.

La foto o il dipinto sono l’anima, la penna che un Artista usa per descrivere la propria interiorità, le sue passioni, l’abilità di saper cogliere e trasmettere emozioni.

Dipingere un quadro è fare un viaggio attraverso le emozioni che si concretizzano con il colore…

Lei sceglie sempre i suoi viaggi a priori o lascia che il colore, i pennelli e la tela permettono l’uscita all’esterno del viaggio interiore?

Quasi sempre ogni mio dipinto

ha una trama, che può nascere in modo casuale, da un’idea improvvisa o da una scena inaspettata, che ti colpisce al punto tale da doverla fissare sulla tela o prendere quello spunto per farne una metafora per trasportarci in altri luoghi, ricordi, sensazioni, profumi, amori, interiorità.

Sovente scelgo la scena, la trama come se fosse un racconto teatrale, che sviluppandosi, ci rivela intrighi, sensazioni, emozioni personali, così come fa lo scrittore con la sua penna.

Oltre all’immagine, cosa rimane della sua vita sulla tela?

Tutto! L’immagine è il racconto della mia vita, le mie passioni, l’amore, le debolezze, le ansie, le paure e le gioie. Tutto ciò nasce dentro di me, bolle come la lava dentro un

vulcano fino a che si manifesta all’esterno attraverso le capacità artistiche.

Ogni Artista serio, consapevolmente o inconsapevolmente racconta la propria vita.

I commenti, le domande, le espressioni e lo scambio di impressioni con i tanti visitatori cosa la portano a pensare? Che non esiste una realtà, ma tante realtà quanti sono gli occhi delle persone che osservano?

Certo. L’artista racconta le proprie impressioni attraverso le immagini.

Ma ogni visitatore viene colpito in modo diverso dalle immagini, dalle tinte, le collega alle sue emozioni, a momenti della propria vita ed ecco allora che il dipinto vive attraverso mille storie simili, ma anche opposte e tutto questo è meraviglioso.

Una immagine che entra dentro di noi e vive attraverso migliaia di occhi e situazioni diverse… ritengo che questa sia l’apoteosi di un’opera d’arte.

Nell’insegnare a dipingere ai ragazzi, quali suggerimenti dà, che ritiene fondamentali per dimostrare la propria arte?

Semplicemente di essere se stessi, di non copiare ciò che vedono in televisione, ma di raccontare i propri sogni ed i propri desideri, dipingere la giornata appena trascorsa,imparare ad osservare, capire ciò che abbiamo di fronte, il contesto in cui viviamo, la vita che ci circonda…

Poi si passa al lato tecnico dell’Arte pittorica di cui non se ne può fare a meno, serve per potersi esprimere in piena libertà e con sicurezza e questo vale per i più piccoli ma anche per i grandi.

Il suo più grande sogno nel cassetto?

Questa domanda è ricorrente e la mia risposta sempre la stessa.

E non è una frase fatta oppure un modo teatrale per rispondere: è la pura verità. Il mio sogno è oggi!

…beh forse uno c’è… Speriamo duri!

 

 

Come completerebbe questa frase: da domani vorrei che nel mondo ci fosse…

Più armonia, umiltà e semplicità.

http://www.confrontiamocitralerighe.it/?p=426       Cliccare sulle immagini per ingrandirle

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