Il Pagliaccio

 

Titolo .- IL Pagliaccio   –  Dimensioni cm. 50×80

Supporto  –  Tela preparata con stucco e colle     

tecnica   –   abbozzato ad Acrilico – portato a termine con colori ad Olio 

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Mi ricordo i giorni che precedevano il Natale, vi era nell’aria un clima di gioia, attendavamo un qualche cosa che sapeva un po’ di magico, anche per coloro che non credevano.

Nei giardini qualche piccolo abete con poche lampadine, la realizzazione del presepio nelle nostre case coinvolgeva tutti.

Non vi era per noi la settimana bianca, nemmeno lo stressante girovagare tra i negozi della cittadina più vicina per comperare mille cose inutili … anche al cagnolino del capoufficio, bastava una stretta di mano o un abbraccio augurandoci Buon Natale.

Non vi erano molti soldi … ma non è mai stato un problema.

Il Natale diventava così la festività della famiglia .. qualche regaluccio, magari usato … poche cose ma desiderate da mesi.

Mi trovavo a Como in Piazza Duomo, nei giorni che precedevano le festività natalizie.

La Piazza gremita, un andirivieni da Stazione Centrale.

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Io sempre con la mia macchina fotografica in cerca di scene interessanti.

Scorgo laggiù in fondo un pagliaccio, che con dei palloncini creava strani animali da donare ai bambini.

Mi sposto, mi avvicino, il soggetto si presta per essere fotografato, mi siedo con Laura  per consumare una buona cioccolata calda al bar sotto i portici … postazione ideale, sullo sfondo la splendida facciata del Duomo, davanti, il simpaticissimo pagliaccio impersonato da una donna dalla forme un po’ abbondanti … ma ben distribuite.

Metto a punto i meccanismi della macchina fotografica, ed incomincio a scattare, cercando un taglio giornalistico che racconti al meglio ciò che accade.

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Ad un certo punto mi sono accorto che lo strano personaggio, non era così importante nel contesto perché non aveva molto da fare… eppure era così interessante.

Molti bambini avrebbero voluto il palloncino dalle forme strane … prendevano per mano i genitori e li trascinavano verso il coloratissimo Pagliaccio, sorridente ma dagli occhi tristi.

In risposta i bimbi si sentivano dire “ Andiamo, abbiamo fatto tardi con le compere – dobbiamo ancora mangiare – questa sera arrivano gli amici di papà – non ho spiccioli (lui non chiedeva soldi sarà stato messo li da qualche Associazione) – i palloncini ve li porterà Babbo Natale …. ( se fate i buoni) …. e così centinaia di altre risposte, alquanto inopportune e per me anche irritanti ed inquietanti.

La sera che si stava avvicinando, incominciava a spegnere i colori … tanto che all’improvviso si accesero milioni di lampadine che disegnavano i profili dei palazzi storici e del Duomo.

Intanto rapidamente la città si svuotava, la estenuante giornata di compere stava per volgere al termine. Ritirai la macchina fotografica .. il reportage era finito … ottime immagini … tante tristi, le lacrime dei bambini fanno male, ma chi ama la fotografia fotografa ciò che più lo colpisce, bello o brutto che sia.

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Mentre con Laura ci stavamo recando al parcheggio, ci guardammo in faccia, quasi simultaneamente, ci siamo detti … ma che mondo è questo se un Pagliaccio è stato quasi tutto il tempo con le mani nelle mani? Dove è finito il nostro Natale? Quando mio padre camminava a marcia indietro fin sulla via principale, lasciando le impronte nella neve e ritornava facendo un lungo giro … poi il mattino ci chiamava e ci diceva … visto? Questa notte è passato San Giuseppe con in spalla Gesù Bambino.

Donghi Giuseppe

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Dipinto – Foto – Testo –  di Donghi Giuseppe           Clicca sulle foto per ingrandirle

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6 pensieri su “Il Pagliaccio

  1. ciao Giuseppe….bellissima opera complimenti……belle foto……ma sopratutto bellissime parole nella tua viva..attuale..vera storia……ciaooo Giuseppe…buona settimana…….ciaooooooo…..

  2. Ha fatto il filmato di una scena che purtroppo si ripete in diverse parti.
    Abbiamo perso il gusto del colore, del sapore, del rapporto umano per lasciarci risucchiare dagli impegni, dalla frenesia, dai negozi, dagli acquisti inutili…
    Fortunatamente c’è ancora chi si lascia accarezzare l’anima dal tuo quadro molto eloquente. Voglio dire al pagliaccio: non ti arrendere, continua a costruire animali con i palloncini, continua a portare colore in mezo al grigio della città e se anche uno solo dei passanti si fermerà, tu non avrai vissuto invano! Coraggio, non si può “svuotare il mare con un ditale” ma ci si può provare!!!! io sono fiduciosa ed ogni giorno mi impegno a svuotare il mare e ad immettere nell’universo mondo un ditale pieno di entusiasmo e di gioia di vivere! Sarà poco, un contributo quasi invisibie, ma c’è!

  3. Sei grande Giuseppe! Bellissimo il dipinto e il tuo racconto che, come sempre, accompagna le tue opere. Mi sono ritrovata nelle tue parole con nostalgia e un po’ di amarezza per tutto ciò che abbiamo perduto ma non dobbiamo mai perdere la “speranza”! Complimenti ancora!

  4. Che atmosfera d’incanto!
    Un’ opera fantastca, realizzata con notevole maestria,accompagnata da un racconto triste,nostalgico,
    che descrive un’ amara realta’….
    si stanno distruggendo le vecchie e “SANE” tradizioni cariche di valori umani…e noi che abbiamo.vissuto. quei tempi, abbiamo assaporato la vera gioia …non ci capacitiamo che i nostri figli i nostri nipoti non possano provare le stesse emozioni…peccato!!!!
    Grazie Giuseppe gran bel lavoro!

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