QUI .. MA DA UN’ALTRA PARTE

Autore – Donghi Giuseppe
Tecnica – Mista –  base  con colori acrilici e portato a termine con colori ad olio.

Supporto – Tela . Preparata con stucco e colle
Dimensioni Cm.  80x 50

Postato in La mia Arte oggi – Sezione Pittura
Cliccare sulle immagini per ingrandirle

DSC_1475 -

Ciao gallo sei venuto anche tu fin qui?
Si rispose lui .. ma non so, non capisco, non mi piace.
Rispose lei .. ti sbagli mio caro gallo, sei tu che non sai guardare.

DSC_1475 b-is

Sentitosi fuori luogo il gallo se ne andò senza salutare, senza nemmeno tentare di capire.

DSC_1475--

DSC_1475 -b

Lei … aprì di nuovo il libro e ricominciò a leggere, dimenticandosi del gallo, riprese così a volare leggera fra le pagine del poeta e visse cieli limpidi, montagne trasparenti laggiù all’orizzonte, si librò  sopra ad un morbido tappeto di nuvole … visse un’altra storia.

Non qui .. ma da un’altra parte, tra le rime del poeta.

DSC_1475 bi

Donghi Giuseppe

Articolo Letto 7968 volte.

MALINCONIA – SOLITUDINE

Autore dell’opera – Donghi Giuseppe
Dimensioni – cm. 50X90
tecnica – colori ad olio su fondo preparato con stucchi e colle speciali.Supporto – Tela Clicca sulle immagini per ingrandirle

DSC_1504 copia

Spazi chiusi intorno a te mia cara donna.
Un luogo dove vi è poco spazio per amare.
Amare per il piacere d’amare ed essere amati.
Un luogo dove ti è difficile volare libera.
Un posto voluto da chi non ha capito nulla di cosa sia la bellezza che porti in te e che rifletti tutt’intorno.
Ti crede sua, comperata come un oggetto da mostrare, come  trofeo vinto in una gara, da esibire, usare al bisogno.

DSC_15043

Mentre tu soffri,  lui ti ignora, ribadisce il suo ruolo di maschio, difende il suo vecchio maniero che sa di storia antica, superata, dove tu sei la sua bambola e lui il soldato, con la spada in mano e l’elmo adornato di bel piumaggio.
Ma tu sei forte, sei donna, non ti piacciono i compromessi.
Il mondo ha bisogno di te, sai che è giunto il tuo momento, sai che il futuro sei tu, sai che solo tu puoi interrompere questa triste ed inesorabile discesa, questo girone infernale.
Ma l’uomo dall’elmo con il folto e bel piumaggio colorato, non  accetta di buon grado la tua superiorità .. perché sa che perderebbe la sua, perché lui deve essere il capobranco.

DSC_15042

Si limita a farti serenate, a donarti un fiore nelle giornate di rito.
Ma tu, in silenzio già soffri, non senti più la sua musica nel cuore ed i fiori sono solo un triste e vuoto rito.
Piangi, fa freddo intorno e dentro te.
Sogni di volare via da chi ti vuole come una bella bambola tutta sua.
Da chi arriva ad ucciderti mentre afferma “sei mia, solo mia” …. e ti uccide per amore .. uccide la sua bella bambolina, la sua donna, la sua conquista.

Un’altra vittima, l’ennesima vittima.

Un altro titolo sui giornali, Altre ore di programmi televisivi a parlar di stupri, di mancata parità di diritti, di percosse, di femminicidio.
Fa freddo in questo mondo dove regna l’indifferenza, dove le parole non contano più nulla, dove non vi è più spazio per i sentimenti, per i valori.
Dove la gente va di fretta come in un vecchio film proiettato sul muro.

DSC_15041

Alzati, meraviglia dell’universo, il soldato ha perso.

DSC_1504 - Copia

Ora è giunto il tempo della regina. Tocca a lei rimettere in pari le lancette dell’orologio della vita.

Donghi Giuseppe

Articolo Letto 9644 volte.

Avere o usare

Nell’Ottobre 2010 scrissi (per l’allora seguitissimo blog brennanews.com) una riflessione mai pubblicata; sono passati un po’ di anni, sono cambiati papi e circostanze e forse ora è tempo di pubblicarla.

———

Mi perdonerà l’ormai scomparso Erich Fromm se mi permetto di parafrasare il titolo di un suo celebre libro, ottimo testo che consiglio a tutti e che lucidamente analizza il rapporto Avere-Essere. Da qui prendo spunto percorrendo una via laterale, un aspetto secondario della questione Avere-Essere un aspetto tutto contenuto nel titolo: Avere o Usare.
Non meno ispirazione la devo a Giovanni Verga che nel suo racconto “La Roba” così bene mostra l’illusione umana del possesso.

Illusione del possesso, una consapevolezza che dovrebbe nascere in ognuno anche per la sola certezza che ogni uomo ha dalla nascita: la morte; illusione del possesso perché impossibile è la certezza della conservazione del “bene”; illusione del possesso perché spesso possessore e posseduto non sono così identificabili.

L’elenco delle riflessioni potrebbe continuare, tutti gli esempi avranno comunque la medesima soluzione: la cura per la “malattia” del possesso è limitarsi all’utilizzo.

Utilizzo ossia godimento, “godimento”, che splendida parola. Godimento di un bene É la forma corretta, la definitiva esplicazione del concetto di utilizzo, così lontano dal possesso, così distante dalla gelosia, dalla bramosia, dalla paura della separazione, della perdita; l’idea della perdita che tanti danni ci ha procurato.

Se solo ci limitassimo ad un rispettoso, onesto, sostenibile, … umano utilizzo delle cose.

Paolo Colombo.

Articolo Letto 2772 volte.