Oltre …..

Opera e testo di Rosalba Cognata

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Oltre…

 

Si tratta di una relazione con me stessa. Non è semplice mostrare e mostrarsi come il motivo del volto umano appena accennato … sta lì a metà, indeciso di uscire allo “scoperto”. La chiave di lettura, l’incipit è il fascio di luce “(rac)colto” come un mazzo di spighe di grano simbolo di ricchezza, abbondanza. Luce in tutte le sue sfumature. Luce come conoscenza; ricerca; energia; chiarezza interiore; evoluzione. Luce come calore umano, affetto…
Desiderio infinito di emancipazione dalle “stupidità” quotidiane. La realtà non è una versione univoca. I pensieri come acque -simbolo di rinascita interiore- irrompono nella calma apparente e immobile; parlano con la lingua dei colori, delle forme, dei segni… Le parole scritte per creare atmosfere infinite… “illuminano” la mia essenza (Ros). L’oscurità, fonte di mistero infinito, non dura che un attimo ma intenso. “Niente è come sembra”.
Il testo figurativo, in verità, non ha alcuna pretesa di rappresentare o simboleggiare ma semplicemente “esistere” nel fruitore sotto forma di emozioni scaturite dalla sola visione dello stesso. Magia di colori, giochi di luce, movimento, sinergia di forme libere di fluttuare nel tempo e nello spazio.
Niente di “de-finito”, limitato, incorniciato. Prediligo il finale aperto in continuo divenire come la vita di ogni giorno. Flusso continuo di coscienza e conoscenza.
Rosalba Cognata

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Il canto, il paesaggio e il respiro

Con vero piacere do il benvenuta a Rosalba Cognata  nella sezione  – Voci fuori campo – del mio blog.

Un’artista eclettica  che oggi si presenta a noi con questo suo scritto, tratto dalla raccolta  – Piccoli sprazzi di vita –

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Il canto, il paesaggio e il respiro
Erano anni così. I giorni passavano in fretta tra monotonia e desiderio di rinascita, tra melanconia e pittoresca melodia: la sua amata amica di sempre, la musica.
Un nuovo canto sorprese le sue orecchie. La magia di quel suono lo affascinava, lo inebriava … se ne stava ad ascoltarlo in silenzio e il tempo sembrava fermarsi. Avvertiva un senso di benessere profondo mentre si lasciava trasportare. Fluttuavano nei suoi occhi ruscelli di acqua fresca, vaste foreste si aprivano al passaggio della sua mente, voci incantevoli richiamavano la sua attenzione. Sentiva tra i suoi capelli, perfino, il soffio del vento che aleggiava, quasi, a infondere respiro e ad alimentare la sua fantasia così reale.
Un’emozione forte sfiorò la pelle e le attraversò il corpo. Come una piccola barca lentamente si allontana dal suo approdo, così lei si allontanava dal suo porto.
Era solo una nota di tenerezza?
Ogni tanto un bagliore di luce ridava respiro ai polmoni … Prima o poi qualcosa doveva cambiare, una svolta doveva arrivare! L’aspettava da tanto tempo ormai.
Sentiva di esser nata in un periodo non suo, si sentiva fuori dal tempo e da quel luogo natìo. Adorava circondarsi di sogni, di letture, di silenzi, di speranze … se solo avesse trovato quell’idea. L’idea giusta!
Ma non era stato sempre così.
Un tempo amava i giorni, le voci, le vie di quel luogo, oggi, straniero. Tutti erano andati via, tranne lei. Non riusciva a capirne il senso della sua presenza. Più desiderava andare e più si sentiva incollata a quel luogo. Oltre cresceva quella voglia immensa di una vita sua.
Un pensiero le spalancò la porta di una sensorialità interiore: l’arte. L’arte deve ricominciare a raccontare storie ed emozioni nuove … deve ritornare ad estrarre il succo di atemporale misteriosa bellezza che il pàthos di umana grandezza, volontariamente o inconsapevolmente, vi esprime. Basta con i segni e i gesti provocatori!
Intanto, si era fatta notte ma non riusciva a dormire, come ogni notte rimaneva sveglia a lungo. Sentiva di avere un mondo di parole inespresse … pensò a quel meraviglioso paesaggio che il canto portava con sé, fece un respiro profondo, e, si tuffò ad abbracciare la sua nuova avventura.

Piccoli sprazzi di vita, Rosalba Cognata

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