IL FUTURO E’ DONNA

Dimensioni cm  50 x 80 –  Supporto  Tela
Tecnica Colori ad Olio

Un altro mio dipinto dedicato al mondo femminile.

l’umanità è composta più o meno per metà da donne e per metà da uomini è dunque assurdo assistere a ciò che succede oggi nel mondo dove si parla tanto di parità tra maschi e femmine, ma io non vedo ancora realizzato questo concetto anche se notevoli passi in avanti sono stati fatti.
Oggi la “Superiorità” del maschio è solo una costruzione distorta prettamente culturale che ha origini millenarie, una sorta di necessità in tempi in cui la violenza e l’aggressività avevano una funzione importante perché servivano a procurarsi il cibo tramite la caccia o la conquista di territori e la protezione della prole in comunità sempre in guerra tra di loro.
    

Nella società moderna il quadro si è capovolto. La violenza è un handicap, un reato.
Le guerre si cerca di abolirle tramite il dialogo, la comprensione, l’intuizione ed il rifiuto all’orrore, che sono qualità tipicamente femminili.
Oggi la donna lavora nelle fabbriche, negli uffici, nella ricerca, nella sanità, è a capo di ruoli importanti nella politica, nella magistratura, pilota aerei e fa tutto quanto sa fare un maschio .. ma non si limita a fare solo questo, alleva figli, li segue in tutto e se non bastasse riordina, organizza la casa, fa la spesa, cucina, segue il marito, la famiglia, i genitori anziani, ha più sviluppato il senso dell’armonia, ha maggior sensibilità soprattutto in campo artistico e culturale per cui avanza anche il tempo di dedicarsi alla sua persona, alle sue passioni .. e come dico da sempre,  al cinema, a teatro, nei concerti, nelle mostre ed ovunque ci sia da ammirare, gustare, fare e progettare il bello, il futuro, là trovi in maggioranza donne mentre gli uomini vanno allo stadio (ovviamente questo non vale per tutti, la mia è un’osservazione generale e prettamente personale basata sulla mia esperienza) …  per tutto questo, penso che alla donna non andrebbe riconosciuto solo un ruolo paritario ma addirittura superiore.

E’ in atto una mutazione straordinaria … ed è mia convinzione che il futuro è donna, anche se ancora assistiamo ad una realtà comunque inammissibile.

Le ingiustizie e le discriminazioni verso le donne continuano ad essere la norma. Gli abusi sessuali, i maltrattamenti anche da parte degli stessi famigliari, i femminicidi ci dicono che il maschio non ha ancora accettato il concetto di rispetto e parità nei confronti dell’altro sesso.

Continua a far finta di avere in testa ancora l’elmo ed in mano la spada per difendere la sua o le sue “proprietà” .. ma dentro la sua interiorità sa benissimo che sta difendendo solo se stesso da quell’assurda e malsana “superiorità” .. la superiorità del gallo nel pollaio, istinti animaleschi, retaggio di culture oggi non più accettabili.

Un libro con pagine bianche ancora tutte da scrivere ed a scriverlo saranno le donne.

Donghi Giuseppe

 

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DONGHI GIUSEPPE e la Sua SCUOLA 2018 ..Tutta al femminile

Un’esperienza che porto avanti dal 1985, prima a Carugo -CO- e poi a Giussano -MB- per poi approdare a Brenna -CO- ma anche in altre realtà del Nord e del Centro Italia.
A Brenna la Scuola esiste dall’anno 2000 e da allora è stato tutto un crescere in qualità e partecipazione.
Questo meraviglioso progetto è reso possibile grazie anche al validissimo aiuto dei Maestri Renato Molteni e Mariacristina Biondi che mi affiancano vista la numerosa partecipazione e l’alto livello raggiunto dagli allievi. Una Scuola che con il passare degli anni ha visto perdere lentamente ma progressivamente la partecipazione maschile per arrivare ad oggi ad una Scuola tutta al femminile.
Devo dire che questa caratteristica, non è un fatto solo locale ma la riscontro un po ovunque nell’ambito della Cultura e dell’Arte. Le donne… molto più dei maschi,  dipingono, suonano, vanno a Teatro, visitano Mostre e Musei, sono attratte maggiormente dalla bellezza esteriore, interiore e della natura.
Per non parlare della presenza femminile nel campo scientifico, della sanità, nella scuola, nella famiglia, nella crescita dei figli.
Come dico sempre … dove vi è Arte e Cultura trovi in maggioranza Donne, mentre i Maschi riempiono gli stadi.
Per me che nella mia Pittura e nei miei interventi come relatore su temi artistici e culturali da alcuni anni porto avanti il tema della parità tra uomo e donna e della violenza maschile sulla propria compagna  .. il vedere una scuola tutta al femminile, non fa altro che confermare la mia convinzione che “il futuro sarà sempre più donna”
. Senza voler discriminare il mondo maschile, per cui coloro che volessero cimentarsi nell’arte pittorica anche semplicemente per curiosità o passione per troppo tempo messa da parte.. siete sempre i benvenuti.
 
 

Donghi Giuseppe

 

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COME I PESCI

Titolo – Come i Pesci  –  Dimensioni cm.70×80  – Tecnica – Olio su tela

Come pesce in un mare oscuro che non ti appartiene.
Ti sposti sul fondo, quasi strisciando, allunghi le mani piano, piano per non muovere la sabbia, lassù qualcuno potrebbe vederti e gettare la rete.
Vorrei risalire la dove l’aria increspa le onde, come sirena respirare, saltare sul filo dell’acqua e non come pesce di scoglio, ma il tempo in cui sbocciano le rose è ancora lontano … e quindi aspetto.

Ed io, che so camminare nel buio, nelle fessure profonde delle montagne o sulle cime ad osservare l’infinito, fino a che il sole va a toccare l’orizzonte per lasciare il posto alla luna, regina della notte, o seduto sugli scogli ad osservare le onde che con fragore si scagliano una dopo l’altra rabbiose per poi ritirarsi e lasciare il posto ad un’altra, mentre il sole risplende creando forti bagliori sulla bianca schiuma che a volte ti bagna ed i riflessi accecanti invadono il tuo profondo fino a farti diventare per un istante parte del tutto.
Poi le onde si placano e finisce l’incanto, la luna lascia di nuovo il posto al sole, le ombre delle fessure si fanno di nuovo cupe mentre le cime ritornano a risplendere.

Inesorabile, l’orologio dell’infinito continua il suo percorso … è non è uguale alla brevità del nostro tempo, quindi non stare sul fondo del mare in attesa che sboccino le rose.
Non aver paura. E’ il tuo tempo.

Inizia il tuo nuovo viaggio, lo so, non è facile, non lo è per nessuno in questo tempo folle che scorre su vecchi binari con treni nuovi ma nel buio ed a fari spenti, sperando in un domani migliore.
Ma tu sei donna, sei femmina, sei Tu il futuro, perciò spogliati dell’abito vecchio che la storia ti ha indossato ed insegnaci di nuovo ad amare.

Donghi Giuseppe   #donghigiuseppeartista

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LA ROSSA

Titolo  –  LA ROSSA
Dimensioni – 50 x 80 cm.   –  Tecnica  –  Colori ad olio

Dai, non guardarmi così.
Ti ho dipinta con i capelli rossi e la carnagione chiara. Lo so oggi va di moda essere abbronzate, bionde o di mille colori, con tacchi impossibili, tutto per far muovere un pochino le chiappe, vestite all’ultima moda, truccate come leonesse incavolate appena uscite da un negozio di cosmetici che se gli dai un bacio sulla guancia è come baciare un vasetto di fondotinta, bocche, nasi, zigomi e seni rifatti .. tutte uguali come fotocopie, a volte riuscite male.

Ok a me va benissimo, sono un amante della bellezza, della creatività, dell’originalità.
Ci vuole stile, classe, personalità, un pochino di trucco accentua la bellezza, la sensualità, la femminilità … ma ne ho piene le scatole di vedere donne che sembrano alberi di natale, donne oggetto, donne come pantere, come tigri dipinte da Ligabue.

Quindi per una volta rimani così come ti ho dipinta.
Bella, naturale, femmina, con i capelli rossi, il rosso è il colore dell’amore, della passione, la tua pelle chiara e vellutata come petali di rosa pallida dal profumo fresco che fa sognare.
Nuda, semplicemente nuda e rossa di capelli.
E’ solo fantasia di un artista, nuda e rossa di capelli …. domani ti dipingerò come  vorrai tu.
Donghi Giuseppe

 

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IL LAMPO

Titolo – IL LAMPO – Dimensioni – 60 x 90 cm. –                                                              Tecnica – Mista – Base acrilica rifinito ad olio                                                                      

 

Fin dai primi anni 80 alcuni miei dipinti furono ispirati al tema della distruzione del nostro pianeta da parte dell’uomo.                      Ero molto giovane ma era impossibile non vedere quale sarebbe stato il prossimo futuro… ed ora eccoci qui a parlare di nuovo su come potremmo arrestare questo degrado ambientale, morale e  umano, che se non fermato in tempo porterà la nostra Terra all’autodistruzione.

 

 


IL LAMPO
… in realtà non è altro che un MIO ritorno al racconto mitologico del Diluvio Universale , una grande inondazione mandata da un Dio o da più Dei per punire le malvagità degli uomini sulla Terra, un argomento che ricorre in tante culture, ma che probabilmente il più conosciuto è quello Dell’arca di Noè.

Soprattutto nell’antichità l’uomo ha sempre creduto che certe catastrofi naturali fossero il castigo di un Dio o comunque di forze soprannaturali … oggi la scienza ci dimostra che tutto quanto accade sul nostro pianeta in termini di movimenti tellurici non sono altro che la normale evoluzione del nostro pianeta.

Diverso è quanto accade in molte situazioni dovute all’irresponsabilità dell’Uomo.
Lo sfruttamento del sottosuolo, l’inquinamento atmosferico, dei mari, dei fiumi e di ogni corso d’acqua.
La globalizzazione, l’irresponsabilità, il Dio denaro, la cementificazione, la deforestazione, l’estinzione di molte specie animali e vegetali, lo stravolgimento dell’habitat naturale.
La nostra civiltà moderna non è stata in grado di fermare le guerre, la povertà assoluta.

Tutto sembra alla portata di tutti, ma è solo un’illusione momentanea, si corre per raggiungere mete sovente imposte dal sistema, un continuo rincorrere un qualche cosa che alla fine non fa altro che toglierci il tempo di vivere una vita vera.

L’umanità sta mettendo in pericolo se stessa se continuiamo in questa direzione, eppure tutto è diventato come uno speciale da guardare in televisione dove ci si indigna, ma poi si schiaccia un tasto e tutto si spegne, si va a dormire sperando in un futuro migliore …. si, la speranza, è come dire: sediamoci, aspettiamo, qualche cosa succederà, qualcuno metterà di nuovo le cose al suo posto come in origine … aspettiamo, aspettiamo, speriamo!

IL LAMPO questo mio dipinto vuole solo invitarci a  riflettere su tutto quanto sta accadendo.

Uragani, alluvioni e catastrofi di ogni genere … non sono certo la maledizione di un Dio.
Ho voluto pensare, immaginare, anche se tutto questo non mi ha dato una risposta certa su quale sarà il prossimo “ Diluvio Universale”
Ho dipinto un lampo come se fosse un pericolo imminente, come se fosse la forza della natura che ci avverte che siamo sull’orlo del baratro.
Ho dipinto un paesaggio arido, senza acqua, senza vegetazione, senza alcuna traccia di vita, affascinante pittoricamente, inquietante se fosse reale.
Ho dipinto un cielo plumbeo … ma ho lasciato in alto uno spazio di azzurro come se fosse l’unica via da praticare per salvare l’intera umanità ed il nostro pianeta.
Ho dipinto la pioggia che non vuole essere forza distruttrice come nel racconto biblico ma nuova linfa per la mente umana, nuova forza per dar vita ad un futuro migliore.
Ho dipinto una Donna come essere umano, come madre generatrice, come simbolo di amore, passione e sentimenti, come bellezza, quella della natura, e quella nostra interiore.
Quella bellezza che ci aiuta a vivere una vita piena in armonia con il tutto.


Donghi Giuseppe

 

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LE BICICLETTE VOLANTI

Titolo Le biciclette volanti    –   Dimensioni cm. 60 x 80                                                 Tecnica  –  Olio su tela                                                                        

Questo è l’ultimo dei miei dipinti della serie “Biciclette per volare”.
Opere che hanno descritto un viaggio tra sogni e la realtà della mia vita di ieri e di oggi.

Sentimenti, speranze, un tempo trascorso cercando di realizzare quei sogni di un ragazzo cresciuto tra le colline che stanno a nord della pianura che porta a Milano.
Un luogo tra le prealpi lariane e le cime rocciose delle montagne lecchesi.
Quelle cime di pietra attiravano la mia attenzione ogni giorno, mi domandavo se un giorno sarei riuscito a salirci sopra e magari fino in cima, chiudevo gli occhi ed immaginavo come potesse essere quello scenario citato anche negli scritti di Leonardo da Vinci.
In quegli anni devo dire che non era male nemmeno tutta la zona a nord di Milano .. la famosa Brianza, anche se Inverigo (il mio paese natio) si trova ai bordi di questa terra di pianura .. posto sulle colline coronate dalle montagne e dai laghi prealpini che si trovano tra i due rami del lago di Como.
Una bella natura, una vita tranquilla, non mancava il lavoro, nemmeno quello nei campi ed anche noi avevamo un grande campo ed un grande orto … disseminate qua e la quelle belle cascine ancora ricche di attività ed io ci andavo a giocare nell’aia con gli amici ed i compagni di scuola che ancora le abitavano e che dire dei  Cassott (Capanno nei campi per riporre gli attrezzi agricoli) .. luoghi per me magici circondati da alberi da frutta, vitigni, prati e campi coltivati a mais e frumento, non mancavano animali da cortile, qualche carretto, aratri da attaccare a piccoli trattori e vari attrezzi per la fienagione.

Mi ci perdevo in tutti questi scenari e passavo molto tempo a guardare il cielo che allora era ancora azzurro … con me sempre un album da disegno per fare schizzi e prendere appunti … bella quella terra che mi ha cresciuto, educato e fatto crescere in me il senso poetico della vita, l’amore per la natura e la sua infinita bellezza…. maestra della mia innata dote pittorica .. bastava vivere quella bellezza, osservarla come se fosse una musa, la mia musa ispiratrice ed ecco che subito correvo a porre sulla tela quelle emozioni colte al volo .. e diventavano dipinti.

 

Questo mio dipinto vuole raccontare tutto quel periodo della mia vita che ora è lontano, ma non dentro me.
Vivo ancora in quelle zone … ma non mi piacciono più come prima, troppo caotiche, inquinate, sono sparite quasi del tutto le cascine e le piccole attività agricole, si vive blindati in palazzoni o case tutte recintate con allarmi e telecamere, automobili ovunque, moto che sfrecciano e la gente non si raduna più nell’aia o nelle piazzette alla sera a raccontarsi la vita come allora.

Perfino le biciclette sono diventate tecnologiche … tutto è diventato tecnologico e non dovrebbe essere una brutta cosa … ma io vedo sempre di più due persone, due cellulari … nessun dialogo tra loro.

 

Ne ho realizzati tanti di sogni, la mia arte ora è nota a moltissime persone (grazie anche alla tecnologia) … ho girato tanto ed imparato moltissimo, non ho mai perso la mia passione per la semplicità e l’ammirazione del bello che non è solo quello visibile delle cose ma quello che sta dentro in ogni persona che sa amare con la passione di quel ragazzo che guardava ogni giorno quelle cime rocciose delle Montagne lecchesi …. dove ora passo la maggior parte della mia vita, dipingendo, coltivando il giardino e l’orto … la dove vi sono ancora i casolari, i pascoli, la fienagione, mucche, pecore, capre, cavalli,asini e muli  … e le mie amate montagne tanto sognate e che ora risalgo ed ammiro da lassù tutto il bello che c’è …. senza dimenticare il passato e continuando ad inseguire i sogni e la bellezza del procedere lento sulla mia “bicicletta volante”

 

 

Dedicato a Laura, colei che ha vissuto e condiviso con me tutto questo arco di tempo della mia vita.

 

 

 

 

Donghi Giuseppe

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